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ELEZIONI USA 2016 / Hillary Clinton e l'email-gate: ecco la sorpresa d'ottobre che rimette in gioco Donald Trump (30 ottobre 2016)

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Hillary Clinton (Foto:Lapresse)  Hillary Clinton (Foto:Lapresse)

ELEZIONI USA 2016, HILLARY CLINTON E L'EMAIL-GATE: ECCO LA SORPRESA D'OTTOBRE CHE RIMETTE IN GIOCO DONALD TRUMP (30 OTTOBRE 2016) - Ne abbiamo parlato per mesi, tentando di immaginare qualcosa che avrebbe potuto mettere Hillary Clinton in difficoltà in queste Elezioni Usa 2016. L'abbiamo rievocata anche nelle ultime settimane, sostenendo che Donald Trump ne aveva un disperato bisogno se davvero sperava di ribaltare l'andamento di questa campagna elettorale. E alla fine è arrivata, in extremis ma è arrivata: eccola, la sorpresa d'ottobre, l'evento che neanche gli sceneggiatori di House of Cards avrebbero potuto immaginare per donare suspense ad un finale invece già scritto. E il pathos noi però non vogliamo alimentarlo, perciò andiamo dritti al punto: cos'è successo? Il direttore dell'FBI James Comey ha informato il Congresso americano che la sua agenzia ha scoperto nuove email "pertinenti" all'indagine svolta nei mesi scorsi nei confronti di Hillary Clinton, poi chiusa a luglio. Cosa significa? Che la controversa vicenda che ha visto protagonista la candidata democratica alla Casa Bianca potrebbe essere tutto tranne che conclusa. Per chi non lo sapesse nei mesi scorsi l'ex Segretario di Stato era stata oggetto di indagini poiché durante il suo incarico governativo aveva usato il suo account di posta elettronica privato anche per cose di lavoro; quando il governo aveva fatto richiesta di alcune email lavorative per archiviarle, Clinton aveva cancellato tutte quelle personali dicendo di aver consegnato le altre, ma l'ente investigativo di polizia federale degli Stati Uniti d'America non ha avuto comunque modo di verificare che quanto dichiarato da Hillary fosse vero. Al termine dell'indagine, nel luglio scorso, il direttore dell'FBI annunciò che a dispetto di un atteggiamento comunque negligente e poco responsabile da parte della democratica, non vi erano i presupposti per aprire un'inchiesta che la riguardasse.

Le novità di cui oggi ha dato conto Comey, a detta del New York Times e Associated Press, sembrano riguardare in particolare Huma Abedin, l'assistente più vicina ad Hillary Clinton da molti anni a questa parte tanto da essere quasi considerata una seconda figlia, e il marito Anthony Weiner, un ex politico che visti i molti scandali sessuali che lo hanno coinvolto ha mandato all'aria fa l'opportunità di essere il candidato del Partito Democratico alle ultime elezioni nella città di New York. Secondo il New York Times, che sostiene di aver ricevuto queste informazioni da "funzionari dell'FBI", le email finite sotto la lente d'ingrandimento dell'agenzia investigativa statunitense, sono state reperiti da dispositivi mobili sequestrati ad Abedin e Weiner. Il matrimonio tra Abedin e Weiner è stato messo in difficoltà alcuni anni fa da uno scandalo sessuale inerente alcune foto che l'uomo aveva scattato di sé in mutande inviandole su Twitter ad una studentessa ancora minorenne. Dopo aver ammesso di aver sostenuto diverse conversazioni inappropriate con altre donne tramite i social network e telefonicamente, Weiner era stato comunque perdonato dalla moglie. Dal momento che gli scandali sessuali hanno però continuato a succedersi diventando quasi di routine, l'agosto scorso i coniugi hanno annunciato la loro intenzione di separarsi. Un mese dopo, come riporta Il Post, era stata diffusa la notizia che sia l'FBI che la polizia di New York stavano indagando su Weiner poiché quest'ultimo avrebbe scambiato dei messaggi a sfondo sessuale con una ragazza minorenne (di nuovo). Ed è proprio qui che qualcuno ha provato a fare due più due: Associated Press, infatti, ha chiarito che le email che stanno facendo tremare Hillary Clinton provengono proprio da un'indagine su Weiner. A difesa di Clinton bisogna dire che il direttore dell'FBI ha ammesso di non avere ancora esaminato il contenuto delle email e che non sa ancora se sarà o meno "significativo".

Ed è in particolare su questo punto che batte il portavoce  della candidata democratica, John Podesta, che in una nota sottolinea con un misto di ironia e amarezza il tempismo di questa scoperta, giunta ad undici giorni dall'Election Day, chiedendo chiarimenti rapidi ed esaurienti sulla vicenda. Se è vero che tutto in queste Elezioni Usa 2016 sembra essere collegato, erano state le rivelazioni di WikiLeaks sulle conversazioni proprio di John Podesta una delle cause che negli ultimi giorni, insieme all'inevitabile calo di consensi del Libertariano Gary Johnson, avevano contribuito a far sì che si verificasse una piccola  rimonta nei sondaggi da parte di Donald Trump. Ed eccoci all'ultima fermata di questa nostra ricostruzione: se c'è qualcuno che gongola, che adesso torna a sperare ciò che fino a qualche giorno fa era anche impronunciabile, questi è Donald Trump. Il Repubblicano, da Manchester, in New Hampshire, ha iniziato il suo discorso dicendo di dover dare un annuncio molto importante: poi ha riportato la notizia della lettera che l'FBI ha inviato al Congresso per informarlo della scoperta delle nuove mail pertinenti al caso Clinton, e da lì ha iniziato a scatenarsi. Trump ha detto che questa vicenda è peggio del Watergate, che bisogna impedire ad Hillary di introdurre il suo "metodo criminale" all'interno dello Studio Ovale, e che rispetta molto sia l'FBI che il Dipartimento di Giustizia per aver avuto il coraggio di correggere il proprio errore (dando di fatto per scontato che Hillary si sia macchiata di qualche reato). Se c'era una minima speranza per Trump di riaprire il discorso per le Elezioni Usa 2016 dipendeva proprio da un avvenimento simile. Magari tutto si ridurrà ad una bolla di sapone, e probabilmente ancora una volta ne verrà fuori il ritratto di una Hillary da ammonire ma da non squalificare. Ma adesso abbiamo di nuovo qualcosa di cui parlare fino all'8 novembre: se c'è di mezzo l'FBI vuol dire che Clinton potrebbe potenzialmente essere arrestata per qualcosa che ha detto o fatto, e potrebbe essere stato tracciato nelle email di cui oggi tutto il mondo parla. E siete così sicuri, nonostante Donald Trump, che gli americani vogliano un Presidente che può finire in prigione? (Dario D'Angelo)

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