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DAL LIBANO/ L'acqua e la scuola: fra i profughi siriani dove anche la Madonna attende la pace

Nel Libano del Sud, fra i profughi siriani (Foto Anna Cavalloni) Nel Libano del Sud, fra i profughi siriani (Foto Anna Cavalloni)

Lì vicino Avsi si è impegnata ad aiutare la scuola pubblica locale di Qlayaa che ora ha delle belle aule riscaldate e una piccola biblioteca. Quest'anno gli iscritti sono 200. Studiano assieme ragazzi libanesi, iracheni e siriani che, pur vivendo in tenda, ogni mattina vestono orgogliosamente la maglietta della scuola e si ritrovano in un luogo al quale sentono di appartenere.

PIANA DI MARJAYOUN. Sempre nella zona blu vicino al confine con Israele, si trova la piana di  Marjayoun. Qui si c'è il campo più esteso di profughi siriani. Vivono qui dal 2011. Il campo è chiuso, non è più permesso aggiungere tende. La fondazione Avsi riempie le cisterne di acqua potabile e fornisce i buoni carburante per le poche auto e il riscaldamento. Vista la quantità di bambini ha anche avviato un progetto di sostegno a distanza e una serie di attività pre-scolare per i bambini dai 3 ai 6 anni. Sono 220 famiglie per un totale di 1100 persone di cui 550 bambini. Vengono quasi tutti da Idleb (n/o della Siria) e sono sunniti.

Il campo è diviso in zone e ogni zona ha un capo. Gli uomini lavorano saltuariamente come bassa manovalanza nelle costruzioni e aspettano la stagione della raccolta delle olive per guadagnare qualcosa. Sono 118 padri di famiglia e, se interrogati, dicono che sperano nella pace e di poter tornare anche se molti di loro hanno fatto richiesta per un visto per poter emigrare (soprattutto in Canada). Lo scorso anno gli uomini di questo campo insieme ad altri sono stati coinvolti da AVSI nel progetto Cash4work.

A poca distanza da lì la fondazione è riuscita a farsi affidare dal governo una porzione della foresta abbandonata di Ebel Saqi che stava soffocando. In cambio dei tronchi degli alberi abbattuti, si sono organizzati turni di lavoro, in modo che tutti potessero avere la loro opportunità di guadagno. Ora la foresta è ripulita ed è bellissima tanto che Avsi sta trattando per ripulire un'altra porzione. Inoltre tutta la legna di piccola pezzatura è servita per riscaldare le tende lo scorso inverno. Poco lontano, sul mare, si trova Saida, l'antica città di Sidona.

SAIDA. Questa è una città complicata, è sunnita con una presenza silente di Isis. Subito dietro l'agglomerato urbano, che si sviluppa sulla costa, si è radicato il più grande campo profughi palestinese del paese. E' un campo molto agitato, ci vivono 60/70 mila persone che sono lì dal '48 e che vivono di sovvenzioni. Il campo è interdetto a chiunque non abbia uno specifico permesso. Non entra nessuno, ne' esercito ne' polizia, all'interno ci sono scontri giornalieri tra fazioni del mondo palestinese e c'è chi si attende prima o poi lo scoppio di un vero conflitto interno. Quasi a vegliare su questa giungla violenta c'è la Collina della Madonna dell'Attesa. Si chiama così perché è stata riconosciuta come il luogo dove Maria ha atteso Gesù mentre scendeva a Sidona. Oggi c'è una chiesa e una grotta miracolosa e molto suggestiva che risale al tempo di Gesù.


COMMENTI
04/10/2016 - Grazie AVSI (claudia mazzola)

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile". San Francesco d'Assisi