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DAL LIBANO/ L'acqua e la scuola: fra i profughi siriani dove anche la Madonna attende la pace

Nel Libano del Sud, fra i profughi siriani (Foto Anna Cavalloni) Nel Libano del Sud, fra i profughi siriani (Foto Anna Cavalloni)

Da poco la chiesa ha riconosciuto questo come un luogo mariano al pari di Fatima e Lourdes. Mentre questo luogo sembra pacificare gli animi e stimolare un desiderio di pace e di dialogo ci sono altri luoghi che sembrano fomentare la divisione e la violenza. Uno di questi è la prigione di Kiam sempre nel sud del paese. Antica roccaforte, fu adattata dagli israeliani a prigione per detenuti della resistenza libanese. Oggi un ex detenuto fa da guida a quel che resta, dopo che gli israeliani abbandonando il paese l'hanno quasi rasa al suolo, e al piccolo museo. Egli racconta le torture e le brutalità che lui stesso ha subito e il suo ricordo è talmente vivo che insiste per rinchiudere qualche visitatore nelle celle per poi battere con forza la porta di ferro provocando un rumore assordante per fargli provare anche solo per un attimo cosa hanno subito i detenuti.

Questi racconti creano naturalmente grande emozione e coinvolgimento ma presto affiora il dubbio che continuare a ricordare gli orrori e la violenza non fa che alimentare l'odio e allontanare una prospettiva di dialogo. Il Libano è un miracolo dice Marco Perini, responsabile di Avsi in questo paese da 9 anni. Una terra che vive da sempre, a fasi alterne, sul filo di un misterioso e fragile equilibrio di fedi e etnie diverse basato su un apparente impossibile dialogo. Ma se uno non crede nei miracoli cosa può pensare? Forse che l'umanità è straordinaria, capace di violenze e bellezze infinite, capace di alzare muri e distruggere intere città come di piantare fiori all'interno di un campo profughi o creare luoghi come la Valle dei Santi soave e spirituale. Forse è proprio l'aspetto spirituale così prepotente di questo insieme di fedi che confonde e lascia stupefatto chi visita questo paese.

L'Occidente ritiene che non vi sia bisogno di Dio, scrive in modo provocatorio il giurista Francesco Carnelutti nel libro di Guido Piovene Processo dell'Islam alla civiltà occidentale (Mondadori 2001), se è così capire diventa veramente difficile. Ben venga allora il sogno di Marco Perini di costruire un centro stabile che sappia modularsi sulle diverse esigenze delle persone, che diventi un punto di riferimento per chi soffre al di la di ogni barriera.

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COMMENTI
04/10/2016 - Grazie AVSI (claudia mazzola)

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile". San Francesco d'Assisi