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GEO-POLITICA/ La "guerra psicologica" targata Usa

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Mi spingo oltre: alla luce di quanto emerso e non smentito da alcuno, chi ci dice che i terrificanti video dell'Isis che sono circolati per mesi in rete e nei telegiornali, ancorché censurati in quest'ultimo caso, siano veri? Chi ci dice che non siano anch'essi frutto di manipolazioni, di set creati ad arte, di situazione non esistenti nella realtà? Insomma, chi ha bisogno dell'amico immaginario, dopo averlo creato nella realtà e abbandonato quando divenuto non più utile, proprio come Al Qaeda? L'inchiesta del Bureau non chiarisce tutti i dettagli, per carità, ma vista la delicatezza della materia questo non dove stupire. 

Interpellate, le autorità americane si rifiutano di fornire spiegazioni più precise, ma ammettono che "la Bell lavorava per l'Information Operations Task Force (Iotf), producendo materiale che in parte è stato comunicato alle forze della coalizione citando la fonte e in parte nascondendola". Dunque traendo in inganno non solo i seguaci jihadisti, ma gli stessi alleati. E conseguentemente anche i media. Quindi, anche noi. O meglio, la gran parte di noi ancora così credulona da pensare che gli americani muovano guerra in nome della libertà e non dei dollari o della geopolitica. Ricorda ancora Foa che il Pentagono insiste sul fatto che il materiale fosse truthful, ovvero attendibile o veritiero, ma è ben diverso dall'affermare che fosse vero. Inoltre, l'inchiesta afferma che la società inglese lavorava in "un'operazione militare riservata coperta da numerosi accordi segreti" e che la Bell Pottinger riportava al Pentagono, alla Cia e al National Security Council. Tale era il livello di strategicità che le attività più sensibili dovevano ricevere l'ok del generale Patraeus in persona. 

Conclude Foa: "Come ho spiegato nel mio commento, non c'è da stupirsi per queste attività; rientrano nelle attività di intelligence. Il punto è che nell'era della comunicazione globale e di internet non sono limitate al teatro di guerra, ma finiscono per contagiare anche i media in tutto il mondo, influenzando le nostre opinioni pubbliche, che non possono accettare a cuor leggero che un filmato di Al Qaeda possa essere in realtà una produzione del Pentagono. Non dopo aver avuto la prova che la guerra in Iraq contro Saddam Hussein è stata proclamata sulla base di accuse inventate. È una questione di credibilità; e quella americana, purtroppo, è da tempo fortemente incrinata". 

Eh già, la guerra in Iraq contro Saddam, quella scatenata dalle fialette di Gaviscon di Colin Powell al Consiglio di sicurezza dell'Onu. E ora, per evitare che esercito siriano e russo liberino del tutto Aleppo dal nuovo Frankenstein sfuggito un po' di mano, ovvero l'Isis, cosa si inventeranno? Ci hanno provato con il bombardamento al convoglio Onu, ma i droni e i radar hanno dimostrato che non sono stati né siriani, né russi. Ci hanno provato, aiutati dall'Unicef senza vergogna, dimostrando che sempre russi e siriani stanno facendo strage di bambini ad Aleppo Est, zona della città dove sono intrappolate - a causa dell'Isis che le tiene sotto scacco e le usa come scudi umani - 250mila persone, ma anche in questo caso le immagini dei convogli russi che entrano nell'area portando generi di conforto alla popolazione civile, tra cui molti bambini, hanno smontato le balle di Pentagono e soci. 


(1- continua)



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