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CAOS SIRIA/ Eid: Assad vuole dividerla e lasciare una metà all'Isis

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Nella Bibbia, nel libro dei Re, c’è un episodio della vita di Salomone in cui due donne gli si presentano reclamando lo stesso figlio. Salomone propone di tagliare il bambino in due e darne metà a ciascuna. Una delle due a quel punto grida: “Dallo all’altra, ma lascialo vivo”. A quel punto Salomone capisce che è lei la sua vera madre. La divisione di Aleppo assomiglia un po’ a questo figlio che viene tagliato in due. Uno dei due dovrebbe dire all’altro: “Vieni a prenderti la città, ma smettila di bombardarla”. Chi veramente tiene all’integrità e alla salvezza della popolazione dovrebbe fare come la madre di quel bambino.

 

Lei come si spiega il pressing di Russia e Assad sui ribelli nell’attuale fase?

La battaglia di Aleppo è stata definita “la madre di tutte le battaglie”: chi riesce a vincere lì mette a segno molti punti. Assad ha degli obiettivi molto chiari, perché è conscio di non potere rioccupare l’intero Paese. Intende quindi riprendere il controllo su quella che definisce, con un termine di suo conio, come la “Siria utile”.

 

Che cosa intende dire Assad con questa espressione?

In questo modo il regime di Damasco indica il fatto di non essere interessato né al deserto né a Raqqa né a Deir Al Zhor né all’entroterra nel suo complesso. Non a caso tutti i bombardamenti del regime si sono concentrati sulle zone controllate dai ribelli per ricompattare la zona sotto al suo controllo. Assad vuole creare una fascia che vada da Aleppo fino a Daraa nel Sud, comprendendo quindi tutte le grandi città come Homs, Hamaa e Damasco.

 

L’intervento russo sta avendo gli effetti sperati?

Assad ha fatto dei progressi, anche se in un anno di bombardamenti russi non ci sono stati guadagni territoriali determinanti. Casomai l’intervento russo ha permesso ad Assad di tornare a “galleggiare” e recuperare quanto aveva perduto. Un anno fa, prima dell’intervento di Mosca, Assad controllava soltanto il 18 per cento del territorio siriano in termini di superficie.

 

E oggi?

Oggi non ci sono più sacche di ribelli nella zona di Latakia e l’esercito del regime è riuscito a ristabilire un collegamento con i villaggi sciiti a nord di Aleppo. I maggiori successi però sono stati conseguiti nella zona di Homs e Palmira. Assad quindi ha un piano molto chiaro, ma la vittoria ad Aleppo non significa vincere la guerra. Anzi casomai potrà consacrare la divisione della Siria.

 

(Pietro Vernizzi)

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