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CAOS SIRIA/ Ad Aleppo si combatte la strana guerra tra Russia e "jihadisti Usa"

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E' da rilevare che nelle decine di video diffusi in rete da Jaish al-Fatah, le forze attaccanti appaiono molto ben equipaggiate, dotate del frutto degli investimenti Usa per la pace in Siria. Sembra infatti che dopo le continue insistenze della Russia di separare i moderati dai fondamentalisti, gli americani ed i loro alleati alla fine hanno sì imparato a distinguere i moderati dagli estremisti ma, a quanto pare, hanno deciso di armare solo i secondi. 

Così, anche grazie alla massiccia opera di propaganda e omissioni, la Siria appare oggi come il regno di Isis ed al Qaeda, realtà incoraggiate dall'occidente per destabilizzare il medioriente.

Difficile negare ancora la realtà dei fatti: il capo incontrastato di tutti i "ribelli" di Aleppo est non è un siriano, è lo sceicco saudita Abdullah al-Muhaysini, un religioso saudita strettamente legato ad al-Qaeda. Muhaysini è stato allievo di Sulayman Al Alwan, il leader spirituale di uno dei dirottatori dell'attentato alle Torri gemelle. Il personaggio è letteralmente venerato tra i jihadisti in Siria per i quali è "giudice supremo della Corte della Sharia". Il suo arrivo in terra siriana risale al 2013 dove ha fondato Jaish al-Fatah, o l'"esercito di conquista", che ha riunito circa nove fazioni, tra cui Jabhat al-Nusra. Il primo video disponibile in rete lo ritrae mentre arringa la folla in un campo profughi al fine di reclutare volontari per la guerra in Siria. Nel filmato Muhaysini invita tutti i maschi di età superiore ai 15 anni a "lasciare la tenda vuota" e partire per combattere contro Assad e i suoi alleati.

Il religioso saudita spiega come ogni nuova recluta viene assegnata a un'organizzazione secondo le sue caratteristiche. Una volta che un giovane accetta di arruolarsi, viene mandato al "comando centrale della campagna", che sceglie a quale fazione assegnarlo. Per cercare di capire con chi abbiamo a che fare basta sapere che secondo al-Muhaysini il motivo principale per cui la guerra non è ancora vinta è la blasfemia. In proposito, egli afferma che "il regime ha reso popolare banalizzare la gravità di questo crimine efferato": è chiaro che è la jihad il vero motivo per cui le forze antigovernative combattono il regime di Assad. In sostanza, anche se per i leader occidentali sentirlo dire è indigesto, l'occidente sta usando l'estremismo islamico contro la Siria per annientarla e portarla all'estinzione come Stato. Nonostante queste evidenze, un sondaggio di Bgm Research per il quotidiano britannico The Independent rivela che la maggior parte degli inglesi sono per un maggior impegno contro Assad considerandolo il pericolo numero uno. Il risultato non stupisce più di tanto, la propaganda ha avuto il suo peso nel costruire questo punto di vista. La cosa sconcertante è invece che si continui a sentire il parere di tutti ma non quello dei protagonisti: i siriani.



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