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DALLA CINA/ Sisci: con Trump l'Italia diventa irrilevante. A meno che Berlusconi…

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Xi Jinping (LaPresse)  Xi Jinping (LaPresse)

In teoria è possibile. In primo luogo i costi di produzione in Cina sono lievitati, quindi la Cina come base di produzione non è più così ideale. In secondo luogo Trump vuole un grande piano di infrastrutture, che oggettivamente concentrerebbe risorse in America e non fuori. Così facendo taglierebbe fuori la Cina, che sotto questo profilo è un mercato potenzialmente enorme. Occorre vedere come si traduce questa idea di Trump nel concreto. L'impressione è che oggi nemmeno Trump lo sappia.

 

Trump sembra volere un nuovo isolazionismo. Questo significa che la Cina e l'Europa si avvicineranno ancora di più, vedi la realizzazione della nuova "via della seta" o la Banca Asiatica d'Investimento per le Infrastrutture, cui partecipano paesi europei?

Se è isolazionismo puro sì. Ma questo potrebbe significare esclusione degli Usa dai mercati potenziali di Europa e Asia. Trump vuole spendere di meno, ma vuole guadagnare anche di meno? E' un conto di costi e benefici che al di là degli slogan populistici deve essere ancora fatto, credo.

 

La Cina è proprietaria del debito americano e lo sta rivendendo per far oscillare a sua convenienza il cambio yuan-dollaro. Che scenario vede?

Il debito americano vale solo se gli Usa sono interessati alla Cina come base di produzione o mercato potenziale. Se Trump davvero volesse diventare isolazionista allora potrebbe smettere di pagare il debito con la Cina e tagliare i ponti. Sarebbe un urto con la Cina fortissimo, quasi un atto di guerra, con ripercussioni enormi ovunque, ma potrebbe essere una scelta politica. Trump lo farà? Oggi sembra improbabile, ma forse non è impossibile. Di nuovo, ciò dipende dalla sua strategia complessiva, che non conosciamo.

 

Uno dei dossier più delicati di Obama è il Partenariato Trans-Pacifico (TPP). E se Trump lo rimettesse in questione?

E' possibile che lo rimetta in questione, ma questo significherebbe lasciare da soli Giappone, Sud Corea, Taiwan, Vietnam e India. Questi da soli cosa farebbero? Si piegherebbero alla Cina (che non fa parte di TPP, ndr)? Improbabile. Potrebbero invece rafforzare la cooperazione tra loro, commerciale e militare, in funzione anti-cinese. Ciò di nuovo potrebbe avere conseguenze esplosive a livello globale. Su questo Trump potrebbe dover agire in maniera più cauta dei facili slogan della campagna, anche perché sono in gioco interessi per miliardi.

 

Dal suo punto di osservazione, che ne sarà dell'Italia nel breve e medio termine con il cambio di vertice alla Casa Bianca?

Con l'Asia a rischio, che è il centro dei nuovi interessi americani, con la Russia che vuole cooperare con Trump, l'Italia rischia di perdere il suo ruolo residuo e di conseguenza, che salti o si salvi, non è più cruciale. Inoltre Trump ha detto di non amare la Ue e l'euro. Ciò significa che il Brexit diventa più forte, il No al referendum costituzionale diventa più forte, Marine Le Pen in Francia diventa più forte. Putin sarebbe grato a Trump di tutto questo.

 

Dunque in questo scenario l'Italia potrebbe più facilmente essere travolta. Renzi cosa potrebbe fare?



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