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IL GIORNO DOPO/ Trump, l'intolleranza dei "tolleranti" e i muri da buttar giù

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Proteste anti-Trump dopo il voto (La Presse)  Proteste anti-Trump dopo il voto (La Presse)

Nessuno nella schiera repubblicana è stato capace di mettere la museruola a Trump, lasciandogli far fuori gli altri 16 contenders come birilli; il partito democratico, ovvero l'intolleranza dei tolleranti, un po' alla volta è riuscita a macinare Sanders, una anomalia, una "minoranza", una "diversità" non prevista e quindi "intollerabile". Ma così facendo il partito democratico ha perso l'unico spunto ideale che ancora gli dava un barlume di attrattiva. E così questo mondo "progressista" si è trovato improvvisamente ed inaspettatamente travolto e messo a nudo.

Dodici anni fa, mentre al Rockefeller Center seguivo allibito l'esito elettorale della sfida Bush-Gore, allibito mi chiedevo come fosse possibile che in un mondo che marcia inesorabilmente verso il "progresso", negli Stati Uniti — terra del progresso — ci fossero ancora tanti voti repubblicani. Oggi l'America si ritrova Trump presidente, un Congresso in mano ai Repubblicani e di qui a poco una maggioranza "conservative" anche alla Corte Suprema. Questo hanno deciso gli americani. E oggi i tolleranti già lanciano la loro campagna di intolleranza verso Trump, su tutti i mezzi di comunicazione e per le strade del paese. Trump ha salutato l'America ed Hillary con parole equilibrate e gentili. Hillary nella sconfitta ha mostrato che un volto umano ce l'ha anche lei. Tutti chiedono unità, tutti chiamano ad un impegno comune per il bene del paese. Ma è dura dopo aver scavato per anni questa linea di confine.

Se devo essere sincero, oggi, guardando il clima che si è immediatamente generato dopo le elezioni, vedo da una parte la conferma di un muro ideologico e dall'altra un piccolo spazio in cui poter operare per ricostruire una società. I primi segnali sono questi.

Temo ancora che Trump sia la risposta sbagliata ad istanze giuste, ma credo — spero! — che ci sarà più spazio per lottare su quello in cui si crede di quanto ne avremmo trovato con Hillary ed il suo establishment. Credo e spero che si possa trovare spazio per battagliare e respingere le istanze più disumane che la campagna elettorale di Trump ha sostenuto. Con Hillary e l'armata dei tolleranti non ci sarebbe stato scampo. Siamo solo all'inizio. Vedremo. E che Dio ce la mandi buona, cioè God bless America!



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COMMENTI
11/11/2016 - I veri muri ideologici eretti dai "progressisti" (ALBERTO DELLISANTI)

Esprimo simpatia al Riro Maniscalco dell'articolo odierno, che supera l'emozione negativa (o soltanto problematica, ma tanto problematica) provata da molti alla notizia che la maggioranza degli Americani aveva votato Trump. Resto sicuramente dell'idea che i cittadini che non dichiaravano ai sondaggisti l'intenzione di votare Trump non lo facevano perché se ne vergognavano, ma perché un Potere che (come dice Maniscalco) eleva muri ideologici così da spaccare un Paese tra quanti si uniformano al pensiero "dominante", buttando invece al di là del muro quanti NON si uniformano, e sviluppando quel senso di rifiuto verso chi pensa in differenza, è naturale che siano in tanti a non mostrare ai Signori dei Sondaggi il proprio pensiero differente, proprio perché dal Potere è stato messo all'indice. "God bless America", sono d'accordo, è un fatto che intanto è stata scongiurata la possibilità che la Clinton perpetuasse una politica interna e (importantissimo a proposito delle guerre) una politica estera, bisognose di significativi cambiamenti. Certo Trump è alla prova, visti suoi precedenti nella vita che hanno accomunato anti trumpiani e non, nel rilevarne la censurabilità.

 
11/11/2016 - Quali istanze disumane? (Giuseppe Crippa)

Se con Trump lottare per quello in cui si crede sarà più possibile che non con la Clinton, spero che gli americani – oltre a battagliare e respingere le istanze più disumane di Trump – possano ottenere quanto prima qualche risultato sulla libertà di nascere dei loro futuri compatrioti per esempio attraverso la libertà delle società che lo vogliono di non includere interventi abortivi nelle polizze sanitarie dei loro dipendenti. A meno che anche questa non sia ormai considerata un’istanza disumana…