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SPY AMERICA/ Trump, il New York Times e i veri mostri della democrazia mutante

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La sede del New York Times (Foto www.rpbw.com)  La sede del New York Times (Foto www.rpbw.com)

Soltanto la tradizionale autonomia del Bureau - non scritta, ma scolpita nel modello Usa - ha protetto a mala pena il suo capo dal bombardamento dei grandi media: più infastiditi che spaventati che un pubblico investigatore disturbasse la supposta marcia trionfale di Hillary Clinton contro Trump (in Italia l'anomalia americana è stata acutamente chiosata da Antonio Polito: come reagiscono da almeno un quarto di secolo nel nostro paese i media che tengono la stampa anglosassone a modello quando un politico finisce sotto inchiesta? Il loro primo riflesso è chiedere le dimissioni del Pm? E fra un premier sotto inchiesta e il suo inquirente a chi pongono per le 10 martellanti domande di rito?).

Donald Trump è il figlio di Fred,  boss dell'immobiliare a New York, a sua volta figlio di Frederich, un immigrato tedesco arricchitosi aprendo saloon nello Yukon ai tempi della corsa all'oro. Un impresentabile? "San JFK" era figlio di un immigrato irlandese arricchitosi durante il proibizionismo a ridosso della criminalità organizzata, ambasciatore a Londra grazie agli enormi contributi elettorali a Roosevelt. Nessuno scrisse di "democrazia in bilico" quando fu assassinato a Dallas: e nelle tesi più accreditate sui mandanti compare ormai stabilmente la mafia italo-americana, che avrebbe dato sostegno a Kennedy nel 1960, salvo poi ritrovarsi nel mirino del fratello Robert, ministro della Giustizia. Entrambi i Kennedy sono stati amanti di Marylin Monroe e non sono pochi quelli che li citano nei libri-inchiesta sul "suicidio dell'attrice".

Un "sessista" alla Casa Bianca? Se su Youtube si cerca "Marylin Monore Kennedy" c'è la celebre esibizione dell'attrice al party per i 45 anni di JFK: chissà se ad Harvard lo giudicherebbero  politicamente corretto. Trump starlet da reality? Ronald Reagan era un ex attore di B-movies oltreché ex attivista maccartista a Hollywood. Unfit to be President? Dopo meno di trent'anni è' già sui libri di storia, ultimo presidente che ha veramente rivoltato gli Usa come calzini.

Chi è davvero il "mostro" prodotto da una democrazia "mutante", "impazzita": Trump o il giornalista che - chiuso nel suo grattacielo newyorchese - si autonomina sacerdote insindacabile di ciò che è "democratico" e ciò che non lo è? Il secondo pare comunque in buona compagnia: a Hillary sono andati i 29 voti dello Grande Mela ma soprattutto i 55 della California. Gli smart guys della Silicon Valley: altra gente che ha un'idea sua, "mutata" della democrazia. Per esempio: un gigante globale dell'economia digitale può permettersi di non pagare le tasse mai, da nessuna parte sul pianeta. Oppure: se l'Fbi chiede i codici dell'Iphone di un sospetto terrorista, ai media(che ci credono) viene garantito che quei codici saranno sempre rigorosamente negati.  



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