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SCENARI/ Chi sono le prime "vittime" dell'isolazionismo di Trump?

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Vladimir Putin insieme al ministro degli Esteri Sergej Lavrov (LaPresse)  Vladimir Putin insieme al ministro degli Esteri Sergej Lavrov (LaPresse)

Per affrontare la complessa situazione mediorientale Trump dovrà abbandonare la rustica aggressività della sua campagna in favore di analisi più sottili e toni più sfumati. Non è credibile che Trump pensi possibile una ritirata improvvisa dal Medio Oriente, ma è ipotizzabile una strategia che tenda a una posizione più neutrale degli Stati Uniti, dando più responsabilità agli attori locali e agli alleati europei, più direttamente coinvolti nell'area. Il fattore guida degli interventi non sarà più il portare "l'ordine americano" nella regione, ma assicurare che da questa non arrivino pericoli per la sicurezza degli Stati Uniti. Una strategia forse più difficile di quella interventista di Obama e Clinton e che dipenderà in modo determinante da chi ricoprirà il delicato incarico di Segretario di Stato. Per il momento, ogni tentativo di analisi rimane sottoposto a un notevole grado di incertezza, ma si può almeno sperare che si sia allontanato il pericolo di uno scontro diretto con la Russia. Il che non sarebbe poco.



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