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DALLA GERMANIA/ Migranti e Turchia, quale "via" tra accoglienza e politica?

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Preoccupante mi sembra anche la facilità con cui si sono superati, da parte turca, i limiti del linguaggio diplomatico, che è e rimane l'unico metodo ragionevole per superare i conflitti tra le nazioni. 

Preoccupante mi sembra anche la disponibilità ad offendere il ministro degli Esteri di uno stato che viene ricevuto in visita ufficiale, perché di questo si tratta se si accusa ingiustamente lo stato ospitato di essere un "porto sicuro per i terroristi". 

Preoccupante è infine la debolezza dell'Europa nei confronti di un presidente come Erdogan, che con la scusa di difendersi da un putsch, travalica con spudoratezza diritti umani fondamentali, come quello di esprimersi liberamente, di aver un posto di lavoro a prescindere dalla propria visione del mondo o di ricevere un processo nell'ambito delle norme di uno stato di diritto. 

Se l'atteggiamento spirituale dell'essere disarmati di fronte al nemico rafforza la nostra interiorità, questa regola non può essere applicata, senza una mediazione politica adeguata, alla sfera del rapporto degli stati, che devono potere difendere l'incolumità e la dignità dei loro cittadini e di quella forma di convivenza che è lo stato stesso.  

La difesa non dovrà consistere in una reazione esagerata, ma non dovrà neppure rinunciare alla verità: un dialogo in cui si è accusati di essere un "porto libero per terroristi" non è un dialogo un po' difficile, ma non riuscito. Non è per nulla un dialogo politico, ma un'offesa.

Compito della Chiesa invece sarà quello di temperare la "verità" con la "misericordia", anche in dialogo con lo stato, senza far diventare la "misericordia" un concetto di teologia politica (far risultare dalla teologia immediatamente un atteggiamento politico). La misericordia rimane piuttosto un momento essenziale di una teologia della politica, che lascia alla politica stessa l'autonomia di una difesa della propria forma. Questa ha essenzialmente a che fare con la "verità" e la "giustizia". 



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COMMENTI
19/11/2016 - Verità e misericordia in Germania e Turchia (Giuseppe Crippa)

Sono in totale disaccordo con il professor Graziotto - del quale colgo l’imbarazzo nello scrivere oggi con toni molto diversi da quelli usati mesi fa in tema di emigrazione islamica e regime turco - sulla possibile entrata della Turchia nell’Unione Europea (queste sono comunque divergenze di visioni politiche che si possono superare) ma soprattutto trovo incomprensibile la sua idea di chiedere alla Chiesa tedesca di “temperare” la verità con la “misericordia” nei suoi suggerimenti ai politici tedeschi: a mio avviso la misericordia può e deve temperare tutti i comportamenti umani ma non la difesa della Verità. A questo proposito gli consiglierei di leggere questa riflessione del cardinal Carlo Caffarra (http://www.lanuovabq.it/it/articoli-misericordia-e-verita-una-falsa-contrapposizione-13046.htm)