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FINANZA/ Sapelli: così Trump può salvarci dalla Germania

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Donald Trump (LaPresse)  Donald Trump (LaPresse)

Non dimentichiamo che la Trans-Pacific Partnership includeva il nemico storico della Cina: il Vietnam. E ricordiamo che escludeva la Cina. Una vera pazzia obamiana, ma è una delle tante del nostro terribile ultimo presidente clintoniano e democratico che non ha saputo sottrarsi alle spire dell’intervento militare umanitario. Anche qui un gioco di specchi: una teoria anti-kissingheriana e neo-con con Leo Strauss che sorride seduto su una Bibbia mentre le bombe cadono sul mondo dei peccatori… Gioco di specchi. Ma Obama non è democratico? Certo, ma la follia si è impadronita del mondo e Trump, se sfida pericolosamente le classi dominanti Usa a cui non appartiene, non può non tener conto del fallimento storico delle guerre nordamericane nei Balcani, in Medio Oriente, in Afghanistan e, dopo la colossale, stupida e bastarda guerra tra Iran e Iraq armata dagli Usa, non può e non vuole correre il rischio di portare il suo Paese nuovamente in un wilsoniano e clintoniano vicolo cieco. Trump introduce una pillola di realismo in un mondo di pazzi. È sboccato, ma si lavora hegelianamente con il pane che si trova per sfamare i pazzi shakespeariani.

Le conseguenze del realismo si faranno sentire subito in Europa. L’unico modo per ottemperare alle promesse elettorali è affidare l’Europa agli europei medesimi e… alla Russia. Ma gli europei sono pazzi e allora ecco il guardiano dei pazzi: Putin. La Russia stabilizza il Medio Oriente. E lo fa perché ormai la cultura araba è compromessa come elemento di stabilizzazione di quell’area (dall’11 settembre del 2001 in poi), con l’Arabia Saudita a cui si presenteranno i conti appena si sarà costruita una politica di spartizione dell’area post Sykes-Picot. Ora la spartizione avverrà tra Turchia, Russia, Usa, Francia e Uk in posizioni ormai declinanti, salvo la Francia che, a partire da Gibuti e da quel plesso strategico in tutta l’Africa sub-sahariana, è pronta a giocarsi le sue carte grazie all’area del franco africano e ai suoi 30.000 soldati schierati tra savane, porti (serviti dai Bolloré), giungle e deserti. I tedeschi si guardano ancora intorno e per ora fanno le prove generali del prossimo imperialismo africano, esportando armi in quelle terre che si stanno risvegliando tra fuoco, fiamme e genocidi. La storia non passa mai, si ritorna sempre agli stermini. Oggi c’è la tv e ci sono i social network per spaventare a morte i popoli: Siria docet. Ma torniamo a Trump.

In Asia la negoziazione sarà ben chiara: la Cina va contenuta, gli alleati sono il Giappone e il Vietnam; e la Thailandia se la transizione dopo la morte di Re Rama riesce. Tutti gli altri stati saranno a confini mobili sul piano militare e commerciale.

La Russia è potenza euroasiatica per eccellenza ed è indispensabile in questo disegno. Per esserlo tuttavia deve aver mano libera in Europa sul fronte baltico e su quello che era un tempo il fronte Sud della Nato. Di qui lo stupore per quello che sta accadendo in Europa. Essa si divide senza colpo ferire e si offre alla Russia o alla Germania à la carte. Basta scegliere o meglio scegliere si deve per non sfarinarsi e non essere più scelti da nessuno, ma solo occupati da abitanti di altri mondi.



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COMMENTI
23/11/2016 - Leggere il Prof. Giulio Sapelli (ALBERTO DELLISANTI)

Leggerlo ne vale sempre la pena. Uomo di studi, dice (o può dire) tante cose. Ne dice letteralmente tante, e tra le tante ne trovi di interessanti, a volte contro corrente con il sale di verità che vi sia. Non ho capito il commento di sig. Taddei, il suo invito allo studioso (piaccia più o meno) a scendere da una cattedra su cui lo vede assiso, "inconoscente" del mondo.

 
23/11/2016 - Commento (francesco taddei)

Divo Giulio il debito pubblico si paga con le tasse. Tranne le regioni a statuto speciale delle alpi poverino. E gli italiani stanno morendo di tasse. Il forestale i soldi li investe in ricerca e sviluppo noi no. Poi il movimento operaio e la dottrina sociale della chiesa sono cose assai diverse. Esci dall'aula e vivi in mezzo a noi.