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FINANZA/ Sapelli: così Trump può salvarci dalla Germania

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Donald Trump (LaPresse)  Donald Trump (LaPresse)

Un Obama alticcio, evidentemente, predica contro l’austerità in economia, ma poi appoggia la candidatura della cancelliera Merkel che si avvia a essere una caricatura di Bismarck e una macchietta di Kohl non decidendo mai nulla e recidendo il ramo della pianta europea. Il forestale è seduto, ahimè, su una sedia a rotelle e questo rende tutto più difficile psicologicamente. Non lo si può criticare come lo si vorrebbe per rispetto umano e perché Lui (con la L maiuscola!) non discute dialogicamente, ma ordina con uno stile che fa paura. Sembra il generale Hindenburg, che di fatto distrusse il Centro cattolico in Germania ai tempi di Weimar prima dell’elezione popolare che aprì la via al Fuhrer.

Il fatto è che Schauble continua con una politica economica suicida. L’austerità che Wolfgang Munchau ha l’altro giorno dichiarato essere con l’euro la causa che porterà l’Italia fuori dall’euro, nasce in Germania. Obama non lo sa e non ci stupisce, ma noi lo sappiamo e ci fa paura. E se vincerà il No al referendum italico - ha detto Munchau sul Financial Times - questo processo avverrà più rapidamente. Tutti i giornali italiani o hanno mentito o i loro dipendenti addetti alla scrittura non conoscono l’inglese, lingua tra le più facili e tipica dei meccanismi neuronali a specchio. Munchau non ha affatto detto che il No porterà l’Italia alla rovina. Ha detto che a portare l’Italia e l’Europa alla rovina sarà l’euro. Per favore si discuta di questo e lasciamo perdere il referendum se tutto il gioco di specchi serve a far dimenticare questo…

Ma voi sentite, vedete o leggete che cosa è successo ieri al Parlamento europeo? I parlamentari si sono divisi su linee politiche. I popolari tedeschi con i nordici balbettanti hanno difeso le dichiarazioni oltraggiose di Schauble al Bundestag contro la solita Italia e i socialisti, guidati da quel buon diavolo del Pittella, hanno replicato finalmente con un briciolo di orgoglio nazionale risorgimentale tipico del vecchio movimento operaio patriottico e del cattolicesimo sociale e hanno auspicato una nuova politica economica.

Le elezioni sono infatti alle porte con Marine Le Pen o i neonazisti scandinavi che arrivano. Anche il ciclone Trump che richiede una politica fiscale finalmente espansiva e ripresa degli investimenti pubblici per fronteggiare la deflazione secolare. Perché? Senza soldi, niente armamenti necessari. La Russia può certo garantire le frontiere, ma solo quelle del Mediterraneo inglobando per se stessa una nuova area di nazioni finlandizzate e l’Ucraina. Questo è quanto.

Trump rilancia De Gaulle. Certo, le grandi tragedie di cui il grandissimo De Gaulle era frutto ora tracimano in avanspettacolo, ma anche l’avanspettacolo può tingersi di bruno se non si ascolta l’eco del vento che sibila dietro Trump. È più saggio del dettato clintoniano e può portare alla luce una nuova Europa non a dominazione tedesca (impeachment permettendo…).



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COMMENTI
23/11/2016 - Leggere il Prof. Giulio Sapelli (ALBERTO DELLISANTI)

Leggerlo ne vale sempre la pena. Uomo di studi, dice (o può dire) tante cose. Ne dice letteralmente tante, e tra le tante ne trovi di interessanti, a volte contro corrente con il sale di verità che vi sia. Non ho capito il commento di sig. Taddei, il suo invito allo studioso (piaccia più o meno) a scendere da una cattedra su cui lo vede assiso, "inconoscente" del mondo.

 
23/11/2016 - Commento (francesco taddei)

Divo Giulio il debito pubblico si paga con le tasse. Tranne le regioni a statuto speciale delle alpi poverino. E gli italiani stanno morendo di tasse. Il forestale i soldi li investe in ricerca e sviluppo noi no. Poi il movimento operaio e la dottrina sociale della chiesa sono cose assai diverse. Esci dall'aula e vivi in mezzo a noi.