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BATTAGLIA DI ALEPPO/ Jean: Putin vuole anticipare Trump con una pioggia di bombe

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LaPresse  LaPresse

Questa è da sempre la politica militare russa, lo abbiamo visto anche in Cecenia. Mosca non si pone minimamente il problema che dei civili possano morire fino a quando non ottiene il risultato prestabilito.

 

Nelle ultime ore i ribelli hanno detto all'Onu di essere favorevoli ad aprire al passaggio di medicinali e cibo, ma Mosca e Damasco non hanno dato risposta.

A loro interessa solo che i ribelli si arrendano. Continueranno a  bombardare fino a quando non si creerà una situazione simile a quanto successo a Damasco, un accordo con i ribelli per andarsene, il "dove" non lo sa nessuno però. 

 

Con la liberazione di Aleppo cosa succederà dal punto di vista militare?

La guerra in Siria non finirà certamente, ma per Assad sarebbe una grande vittoria dal punto di vista psicologico. Anche perché con una popolazione per l'80 per cento sunnita dominata da una minoranza alawita e dopo tanti morti e massacri, è praticamente impossibile pensare a una riconciliazione nazionale.

 

Inizialmente Regno Unito e Francia partecipavano alle operazioni militari, adesso sembrano sparite dai giochi.

Senza una decisione forte degli Usa in merito, le potenze europee si tengono a lato di tutto in maniera molto cauta.

 

Che previsioni fa per la battaglia di Aleppo, si andrà avanti ancora a lungo?

Al momento le forze governative pur con l'appoggio degli hezbollah, degli iraniani e molti altri non sono in grado di conquistare la città con un'offensiva di terra. I bombardamenti aerei andranno avanti ancora per un bel po'.



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COMMENTI
26/11/2016 - Riguardo al cinismo dei piloti Russi.. (Gianbattista Pasinetti)

Intervista ad un pilota alla base di Latakia: "Tra i voli cerco di trascorrere del tempo con vantaggio: un sacco di lettura. L'uomo in ogni situazione può trarre il massimo beneficio. Qualcuno mi ha chiesto quello che sento quando premo il pulsante di combattimento: Credetemi, non c'è nulla di esaltante, ma è il riflesso più accurato del mio stato, al momento della partenza il sovraccarico fisico e psicologico che sperimentiamo, di solito si dice raramente, è notevole, ma penso solo a come applicare al meglio la missione di combattimento. Vi è un ordine, l'ordine di combattimento e devo realizzare ciò che ci si aspetta da me. E' quello che a me e a mio padre hanno insegnato. La stampa occidentale dice spesso che i piloti russi presumibilmente da qualche parte hanno attaccato oggetti pacifici. Tutto questo è una menzogna: Usiamo le armi solo sulle coordinate che provengono dalla sedi più elevate (che vengono fornite tramite informazioni precise)..."

 
26/11/2016 - Jean o Stoltenberg? Ma forse è lo stesso... (Gianbattista Pasinetti)

A leggere gli articoli del generale Jean e ascoltare i proclami del segretario della NATO Jens Stoltenberg sembra di essere tornati agli anni della guerra fredda. Leggere che i Russi non hanno alcuna considerazione delle vittime civili denota solamente un odio anti russo che sarebbe ora di abbandonare, visto che senza il loro intervento l'amata Siria, come abbondantemente testimoniato da tutti i Pastori (vescovi e arcivescovi) siriani, sarebbe ormai tutta in mano ai terroristi armati e sponsorizzati dagli stati vicini del Golfo, dai Turchi e dagli USA. Ma evidentemente compiacere gli amici Oltre Oceano per il generale è molto più importante che raccontare la verità. Per esempio: quante volte è stato distrutto l'ultimo ospedale di Aleppo? 5? 10? 20 volte?! Perché non si racconta come vengono costruite le notizie di queste "distruzioni" e "stragi"? Ci sono interessanti filmati al riguardo sui caschetti bianchi (ottimi attori, non c'è che dire). Poi vedere nelle foto, salvare sempre la stessa bambina (anche questo è documentato) fa capire quanta verità arrivi da questa gente e dall'ONDUS.

 
25/11/2016 - Putin imbandisce il suo desco bombardando civili (ALBERTO DELLISANTI)

Dice l'intervistatore: "Torniamo alla battaglia di Aleppo: come è la situazione dal punto di vista militare?". Risponde Jean che da sempre la politica militare russa (vedere Cecenia... dice il Generale) è la seguente: "Mosca non si pone minimamente il problema che dei civili possano morire fino a quando non ottiene l'obiettivo prestabilito". Dimentica di dire, Jean, che i "russi mangiano i bambini", e che gli USA stanno lontani dalle guerre per amor della vita di tutti, a partire dai civili siriani. Non credo alla versione partigiana di Jean. L'ascolto di campane altre rispetto a quella che qui suona oggi, darà modo di aderire alle parole del Generale, oppure no. Il "Sussidiario" ha sovente ascoltato anche queste campane e si sente il bisogno di poterle ri-leggere.

 
25/11/2016 - La guerra è guerra, purtroppo (Giuseppe Crippa)

Nessuno pensa che una rivolta popolare si possa sedare con dei bombardamenti, mentre tutti concordano che una guerra tra due eserciti la si possa purtroppo combattere in questo modo. Questa non è una rivolta popolare ma una guerra tra due (o più) eserciti nonostante quanto insista a dire la propaganda obamiana: da una parte gli eserciti siriano e russo, dall’altra le bande di stranieri pagati da Arabia Saudita ed Emirati Arabi vari a nome Daesh ed altre sigle, in mezzo civili che, oltretutto, non simpatizzano né per l’una né per l’altra parte. Sui libri di storia che ricordano i massicci bombardamenti aerei delle città tedesche nella seconda guerra mondiale non ho mai letto nessuna riprovazione del fatto che venissero colpiti ospedali e scuole, qui invece non si parla d’altro. Come mai?