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DALLA RUSSIA/ Qualcuno in Italia si è accorto della "lezione" di Putin?

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Vladimir Putin con il presidente della Fifa Gianni Infantino (LaPresse)  Vladimir Putin con il presidente della Fifa Gianni Infantino (LaPresse)

Dopo anni di sotterranea penetrazione russa nei media e sui social occidentali tramite pseudo-agenzie stampa, tivù multilingua e troll sul web, l'opinione pubblica europea si è accorta finalmente che qualcosa non va e lancia l'allarme. Grazie anche a documentate ricerche come quella di Cécile Vaissié in Francia, che ha svelato le reti del Cremlino e il finanziamento a partiti antieuropei. Di qui la recente risoluzione del Parlamento europeo che denuncia a chiare lettere: "Il governo russo sta utilizzando un ampio ventaglio di strumenti… per sfidare i valori democratici e dividere l'Europa".

Del resto il filosofo Aleksandr Dugin, padre del neo-eurasismo e ideologo di Putin, lo aveva detto a chiare lettere in televisione già nel 2013: "impegniamoci a difendere l'Europa dai gay, a salvare l'Europa da se stessa… Sotto il nostro protettorato provvederemo noi alla sua difesa".

L'Europarlamento ha sottolineato la necessità di contrastare le campagne di disinformazione con una task force. La risposta del governo russo si colloca fra lo sprezzante e il faceto. Sprezzante quando Putin commenta che la risoluzione dell'Europarlamento è segno inequivocabile del "degrado politico della democrazia nei Paesi occidentali".

Quanto al degrado, potrebbe avere ragione se per contrastare l'ingerenza russa l'Europa usasse la pura propaganda (come fa la Russia); se dichiarasse "agente straniero" chiunque abbia rapporti con russi (come si fa in Russia); se facesse chiudere siti e organizzazioni sgraditi (come si fa in Russia); se oppositori e giornalisti scomodi cadessero spesso vittime di misteriosi attentati.

Ma se l'Europa volesse solo denunciare le menzogne e la disinformazione col metodo dell'informazione, la democrazia non ne soffrirebbe affatto; anzi la Russia stessa avrebbe tutto da guadagnare.

Per quanto riguarda il faceto, Putin ha detto — scherzando! — a uno scolaro (cioè a nuora perché suocera intenda) che i confini della Russia "non finiscono da nessuna parte". 

Ha scherzato, non ne abbiamo dubbio. Ma non ci risulta scherzasse nel 2003 l'allora ministro della difesa, Sergej Ivanov, quando elaborò una dottrina in base alla quale "la Russia si riserva il diritto di utilizzare la forza in modo preventivo" là dove vi siano delle minacce per la vita o i beni di "compatrioti" all'estero; e per compatrioti una legge del 2010 intende i cittadini russi o i loro discendenti anche se non vivono in Russia. La storia dell'annessione della Crimea è una storia lunga. E i primi a non amare certi scherzi sono i russi.



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COMMENTI
28/11/2016 - sgamare la disinformazione su entrambi i fronti (CARLO CAZZANELLI)

Concordo che «se l'Europa volesse denunciare le menzogne e la disinformazione russa col metodo dell'informazione, la sua democrazia non ne soffrirebbe affatto, anzi la Russia stessa avrebbe tutto da guadagnare»; però concorderei solo se l'informazione europea denunciasse anche le menzogne e la disinformazione degli illuminati occidentali inciuciati in "Leading From Behind" con i turco-wahhabiti foraggiatori di jihadisti terroristi: http://www.xamici.org/n/CriminalizzareLavversarioPerEliminarloConGuerra.htm

 
26/11/2016 - Europa e Asia (ALBERTO DELLISANTI)

Completo il mio commento a Nina Semiz avendo intanto riletto il suo articolo del giugno scorso. Quando avrò studiato Dugin capirò meglio. Ma già ora non vedo quali reazioni sospettosissime deve creare il concetto che la Federazione Russa è una "entità eurasiatica", che certamente confina a ovest e sud-ovest con Paesi Europei che stettero forzosamente nel Patto di Varsavia, e hanno il relativo ricordo di quel pezzo di storia, fortunatamente esauritosi da sé, con beneficio per tutti. (Ma vorrà pur dire qualcosa il fatto che ad esempio Ungheria e Bulgaria non siano più fermi alla sofferente relazione con la Russia conseguita allo storico 1989, e ormai ne cerchino invece il rapporto di buon vicinato). E' altrettanto vero che la Federazione Russa confina, per tutto il suo lungo Sud Centrale, con Paesi indipendenti, liberi anche da memorie eventualmente difficultanti collegate all'era sovietica. Buon vicinato, cooperazione, sistemi di reciproco appoggio sona la cosa più naturale. Non sono imperialismo russo come da ossessione americana e di chi la pensa all'americana. Ed è contemporaneamente vero che la RUSSIA E' ANCHE EUROPA. L'Europa dall'Atlantico agli Urali, come la amava anche San Wojityla.

 
26/11/2016 - E' democratico chi vuole tacitare l'altro? (Gianbattista Pasinetti)

"Solo un demente potrebbe mettere insieme un grande Stato con cui l’Europa intera è stata per decenni in buone relazioni e in affari e in larga parte lo è tuttora (la Russia) con quello che, pur essendo forte e molto appoggiato, è e resta un gruppo terroristico (l’Isis). Inoltre, è certo che la Russia si dia da fare per diffondere anche in Occidente, attraverso televisioni e siti web, il proprio punto di vista sugli affari internazionali. Purtroppo per la signora polacca Fotyga questo non costituisce reato ed è ciò che fanno tutte le nazioni, nessuna esclusa. Mentre non si capisce a chi possa venire in mente di dire che l’Isis, che invece di delitti ne commette molti (6 mila assassini in atti di terrorismo e 20 mila sul campo di battaglia, che dal terrorismo non differisce granché, nel solo 2015), abbia intenzione di disgregare l’Unione Europea e i suoi valori. Primo, perché quei valori non sono solo europei. Secondo, perché l’Isis dell’Europa unita se ne frega, ha altri obiettivi e li persegue da par suo. Tra l’altro: forse gli europarlamentari se lo sono già scordato ma non molto tempo fa hanno votato a favore di una Risoluzione che chiedeva di costruire “una relazione strategica”, e proprio sul tema delle comunicazioni e dell’informazione, con i Paesi del Consiglio di Cooperazione del golfo Persico, tra i quali figurano alcuni dei principali finanziatori del radicalismo e del terrorismo islamico. Ma lo sanno quello che votano?" [Fulvio Scaglione]

 
26/11/2016 - La Russia: talpa e vipera? (ALBERTO DELLISANTI)

Gli articoli di Nina Semiz hanno il pregio della brevità. Così si riduce la sofferenza di chi - leggendoli - coglie il gigantesco pregiudizio in lei radicato contro la Russia. Una talpa (ma una talpa con innesto di vipera...) che scava sotto i suoli d'Europa. E dobbiamo stare molto attenti, la terra può mancarci sotto i piedi e regalarci tutti al pauroso, antidemocratico, totalitario, orwelliano (ma lo sa la Semiz che quel mondo "orwelliano" l'autore lo ho pensato vivendo nella sua America?) regime Putiniano. Ma non solo. Regime putiniano che è pronto a mangiare gli ortodossi (se se ne crea la convenienza) e però affettando rispetto, stima, speranza che il popolo russo (che è ortodosso) e la sua Chiesa (con epicentro Mosca) aiutino la società russa a evitare le degenerazioni euro-americane su i piani umano, familiare, femminile, maschile, procreativo, adottivo dei senza genitori, eterosessuale, e poi OMOSESSUALISTA (non omosessuale cara Semiz, chè tutti li rispettiamo gli omo e le omo, tutta la società li ha riscattati dagli antichi soprusi che furono). Studierò Dugin. Quel poco che ho letto da lei richiede di approfondire, documentarsi. Perché insiste a parlare di annessione della Crimea? Crimea che fu per secoli asservita all'Impero Ottomano, poi russa dal 1801, e tutta russofona una volta arrivati al 1956 quando Kruscev fece il regalino alla sua nativa Ucraina. L'Ucraina in anni recenti ha scelto l'America, e la Crimea aveva sacrosanto diritto a tornare alla madrepatria.