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BATTAGLIA DI MOSUL/ Jean: l'Iraq può diventare una nuova Libia

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Mosul, donne curdo-iraniane in battaglia contro l'Isis (LaPresse)  Mosul, donne curdo-iraniane in battaglia contro l'Isis (LaPresse)

Sì, l’Isis si avvicinerà parecchio al modello di Al Qaeda. Per sopravvivere non ha altro sistema che fare così. Un esercito regolare e strutture fisse permanenti sono estremamente vulnerabili. Al contrario un’associazione segreta immersa nella società, organizzata a rete e con cellule indipendenti le une dalle altre, può avere maggiori probabilità di sopravvivere.

 

Quindi l’Isis è ben lontano dallo scomparire…

Il predecessore dell’Isis è stato Al Qaeda in Iraq guidata da al Zarqawi. Nel 2006, dopo la morte di quest’ultimo, Al Qaeda in Iraq ha subito una forte sconfitta e ha cambiato sia strategia sia tattica per sopravvivere. Ora la propaganda dell’Isis sostiene che cambierà nuovamente strategia, ma comunque sopravvivrà per poi riemergere e conquistare la vittoria che per loro è stata annunciata da una profezia divina.

 

Questa trasformazione comporterà un intensificarsi degli attentati in Occidente?

E’ possibile. Gli attentati in Medio Oriente possono godere di forti sostegni da parte della popolazione sunnita. Ciò provoca però delle reazioni senza tanti riguardi da parte delle forze di sicurezza. In questi Paesi ai terroristi non si manda certo l’avviso di garanzia, bensì li si prende e li si fa fuori. L’Occidente invece è più vulnerabile, anche in funzione del suo sistema di libertà e di autonomia.

 

(Pietro Vernizzi)



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