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TRUMP PRESIDENTE USA / Ecco perché gli americani l'hanno scelto

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Donald Trump (LaPresse)  Donald Trump (LaPresse)

Se c'è una cosa che nessuno capisce è perché Trump sia arrivato dov'è arrivato. Neanche i suoi competitors repubblicani hanno capito come abbia fatto a vincere la nomination a suon di "I will make America great again", farò di nuovo grande l'America, senza proposte concrete su nulla (a parte la follia del muro), e un messaggio apparentemente privo di qualsiasi contenuto. 

Ma un sotterraneo contenuto c'è quello di Trump è il colpo di coda di un sogno americano che sembra appassito tra crisi economica, impoverimento della classe media, rigurgiti razziali, infezione ideologica. Chi ha votato Trump ha confusamente espresso ribellione a un sistema che a questo sogno - di fatto - non crede più. Aveva ragione Sanders a volerlo rimpiazzare con la sua immagine di socialdemocrazia? Forse alla fin fine il Paese chiederà a Hillary di essere traghettato verso una diversa normalità pur con un parlamento riconsegnato ai repubblicani (questo risultato è ormai certo), e con un numero impressionante di inattese defezioni tra le sue deboli schiere? 

Procediamo a caffè e quant'altro aiuta a combattere il sonno. Comunque vada a finire quel che sta emergendo è decisamente diverso da quanto pools, pundits e politologi avevano predetto e predicato fino a poche ore fa. A modo suo l'America ha stupito il mondo e se stessa. Nel mondo e in America certi ridono, altri piangono e gli analisti di professione sono già all'opera cercando di spiegare quello che non sanno e non riescono a capire. Trump è a un passo dai 270 voti elettorali e il flusso dei dati sembra fermarsi quasi a voler negare quella che ormai è un'evidenza. L'idea di un Trump Presidente spaventa anche tanti dei suoi elettori, perché Donald è la risposta sbagliata a questioni vere.  

Sono le 2 e dagli headquarters della Clinton scappa fuori il responsabile della campagna, ringrazia tutti, dice che non si saprà nulla fino al mattino e invita i presenti ad andare a dormire… Vuol dire che è fatta. A meno di improbabili terremoti, Donald Trump è il 45mo Presidente degli Stati Uniti d'America. Pare proprio che Hillary stanotte non parlerà. Un altro segno di quanto profonde siano le divisioni che spaccano questo Paese.

Si scatenino pure le letture e le interpretazioni. Lascio il microfono a chi si dedica a queste cose. Un fatto però è certo: Trump vince. Adesso dovrà vivere con le conseguenze di questa vittoria. Lui, tutti noi e il mondo intero. Oggi più che mai, God Bless America!



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COMMENTI
09/11/2016 - Risposta che aggiungo (ALBERTO DELLISANTI)

Riro Maniscalco, sempre interessante e piacevole a leggersi, oggi rinuncia a parlarci del perché gli Americani abbiano votato Trump. Limitandosi a riferire la sua sorpresa, e a dire che molti hanno mantenuto un riserbo nel rispondere a orde di sondaggisti. Che poi molti si vergognassero ad esplicitare il proprio intento è cosa alla quale non credo proprio. Diverso è parlare di riserbo, di fronte ad una scelta di rottura come è quella di apporre la croce su un Trump, invece che sulla super raccomandata Clinton. Raccomandata fino alla over dose. E non potevano che sballare, vista la consapevolezza, diffusa, sui guasti creati nell'ultimo quarto di secolo (e con la forte accelerazione degli ultimi dieci anni) nella politica sia interna sia estera dai Clinton, da un Busch, dagli Obama, dagli Ashton Carter ecc ecc. Un voto di rottura, di richiesta di grandi cambiamenti, è detto ai quattro venti da robuste minoranze che si esprimono. Non da una maggioranza silenziosa. Per il resto sottoscrivo le parole del signor Crippa.

 
09/11/2016 - La risposta (Giuseppe Crippa)

Che Trump sia stata la risposta degli americani a questioni vere è ormai un dato di fatto, che sia la risposta sbagliata avremo quattro anni per vederlo.