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SCENARI/ Ecco il messaggio di Putin a Trump su Europa e Medio oriente

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Vladimir Putin insieme al ministro degli Esteri Sergej Lavrov (LaPresse)  Vladimir Putin insieme al ministro degli Esteri Sergej Lavrov (LaPresse)

"Noi non vogliamo nemici, abbiamo bisogno di amici, ma non possiamo trascurare i nostri interessi": così Vladimir Putin durante il discorso annuale tenuto ieri al Parlamento russo. Un discorso che sembra voler indicare una svolta nelle ormai tesissime relazione con l'Occidente, in particolare gli Usa, relazioni mai così basse dai tempi della Guerra fredda. Putin ha anche riconosciuto "la portata delle nostre responsabilità" a livello internazionale dicendosi "sinceramente disposto a prendere parte nella soluzione dei problemi regionali e globali, laddove il nostro coinvolgimento è appropriato, necessario e richiesto". Un chiaro messaggio al neoeletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump: "E' importante normalizzare e sviluppare le nostre relazioni bilaterali, su basi paritarie e di comune interesse". Per Giovanni Morandi, editorialista del Quotidiano Nazionale, "Usa e Unione europea hanno responsabilità non da poco per la situazione di conflittualità che si è venuta a creare con la Russia. C'è poi da considerare il quadro mediorientale dove anche lì gli Usa devono fare una inversione di rotta totale".

 

Rispetto alla volontà manifestata da Putin nel suo discorso di voler riprendere un dialogo con l'Occidente, che possibilità concrete ritiene ci siano?

Le possibilità sono esclusivamente politiche, non ci sono impedimenti di altra natura se non legati alla volontà di chi guida Usa e Russia.

 

In questo senso Trump si è sempre detto disponibile a dialogare con Putin, sarà davvero così?

Come dicevo, dipende dalla volontà di Trump. Bisogna tener conto comunque che qualunque presidente americano ha dei margini ben controllati dal Congresso e da un'amministrazione che va al di là della singola presidenza. Dobbiamo sempre aspettarci una sorta di continuità tra un presidente e l'altro, non è immaginabile una svolta radicale che sconvolga una conduzione politica precedente. Trump inoltre dovrà prendere in considerazione l'Europa, che fino a oggi si è limitata a mugugnare senza fare nulla di concreto.

 

Quali passi dobbiamo aspettarci allora perché questo dialogo tra Russia e Occidente riprenda il suo corso?

Innanzitutto togliere le sanzioni contro Mosca, sanzioni il cui prezzo è pagato dalla sola Europa e minimamente dagli Usa, la cui efficacia si è inoltre dimostrata molto discutibile. Ma soprattutto il riferimento alla possibilità che la Russia possa cambiare il quadro geografico.

 

Cosa intende esattamente?

Quanto fatto con la Crimea è qualcosa che non andrebbe mai fatto, e a questo si riferiva lo stesso Putin nel suo discorso, ma dietro c'è un quadro molto ampio che se non giustifica, quantomeno spiega chi è Putin.

 

Ci dica.



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