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TANGO BOND/ Quel problema che va oltre i risparmiatori italiani

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La sede della Banca centrale argentina  La sede della Banca centrale argentina

Per via di una sentenza del Giudice di prima Istanza del Tribunale di New York, Thomas Griesa, promossa dai Fondi di rischio americani, titolari del 2% dei "tango Bond", che hanno preteso e ottenuto il pagamento del 100% più gli interessi maturati, intimando a Buenos Aires di includere anche i titolari che avevano aderito alle sue proposte secondo la clausola definita del "pari passo". Sentenza confermata il 20/6/2014 dal Gran giurì a cui Buenos Aires fece ricorso, depositando poi una trance di 600 milioni al Bonit, la Banca di New York destinata ai creditori entrati negli accordi e congelata immediatamente.

 

Quindi quale sarebbe la via di uscita al problema?

Risiede nella volontà argentina di risolverlo e potrebbe farlo pagando i creditori italiani. Ma la nuova maggioranza conquistata al Senato dal fronte "Cambiemos" (il Fpv kirchnerista si è spaccato perdendo la maggioranza alla Camera e al Senato, ndr) e la prospettiva di una sicura approvazione della manovra attuale (l'accordo con gli obbligazionisti deve essere approvato dalle Camere prima di diventare definitivo, ndr), aprirebbe le porte alla risoluzione definitiva dell'intera questione di New York (dove si discute da anni l'intera questione, ndr), non solo quella dei risparmiatori italiani, che finalmente potrebbero essere pagati, togliendo anche l'Argentina da un peso che la assilla da 15 anni.

 

(Arturo Illia)



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