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CAOS SIRIA/ Jean: la "pace" di Putin rafforza lo stato islamico

Pubblicazione:sabato 13 febbraio 2016

Bashar al Assad (Infophoto) Bashar al Assad (Infophoto)

L’esercito siriano ha guadagnato delle zone strategiche. I russi dieci giorni fa avevano ritenuto che era troppo prematuro cercare un accordo, ma adesso che hanno vinto sul terreno possono anche negoziare. Non ha senso del resto contrapporre soluzioni politiche e militari, perché non c’è differenza tra l’uso della forza e il negoziato.

 

I ribelli sunniti accetteranno di venire a patti con Putin?

No. I sunniti siriani si sentono traditi dagli americani e dagli altri Stati arabi che non li hanno sostenuti in pieno, e di conseguenza vedranno l’Isis come il loro unico baluardo di difesa. I reclutamenti dell’Isis quindi aumenteranno perché le varie milizie sunnite alimentate da Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi e Turchia si appoggeranno allo stato islamico, come unica forza che sia in grado di proteggerli contro il regime di Assad.

 

Quindi Putin di fatto sta rafforzando l’Isis?

Putin ha rafforzato Assad e di conseguenza anche l’Isis, in quanto ha bombardato soprattutto gli insorti che non facevano parte dell’Isis.

 

E se questo facesse parte di un piano in due fasi da parte del Cremlino?

Sì, una volta sbarazzatosi dell’opposizione sunnita che non è legata all’Isis, Putin intende dividere in due la Siria. Da un lato i governativi, che potrebbero spingersi a occupare l’intero confine con la Turchia, e dall’altra lo stato islamico.

 

(Pietro Vernizzi)



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