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DALLA GRECIA/ Pensionati e agricoltori mettono Tsipras con le spalle al muro

Pubblicazione:domenica 14 febbraio 2016

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Difficile stabilire chi vincerà questo braccio di ferro: il governo che invita gli agricoltori al dialogo, oppure questi ultimi che esigono il ritiro della proposta di riforma e una ripartenza da zero. Comunque prima o poi questa protesta terminerà - a marzo inizia la semina. Indubbiamente, il governo è con le spalle al muro. Troppi i fronti aperti e tanti gli intoppi: riforme, immigrati, privatizzazioni. A sparigliare si è messo anche Poul Thomsen del Fmi, il quale ha scritto che la Grecia dovrebbe ridurre del 4-5% del Pil il carico delle pensioni: i soldoni quella percentuale si traduce in un taglio di circa 9 miliardi, entro il 2018. Thomsen ha anche suggerito di un aumentare le tasse. E poi l'inizio del secondo "round" con la Troika (la data della sua venuta ad Atene è al momento non stabilita) per arrivare a definire i termini reali della riforma delle pensioni, le quali sicuramente verranno tagliate, nonostante la "linea rossa" del governo. Da Bruxelles, dopo la riunione dell'Eurogruppo, è arrivato il solito commento: "Ci sono progressi nelle trattative, ma c'è ancora molta strada da percorrere". 

In filigrana ancora un paio di numeri da capogiro. I greci devono alle banche, alle casse pensioni, allo Stato e all'azienda elettrica circa 216 miliardi (il Pil si aggira sui 170 miliardi), metà di questi sono prestiti in sofferenza verso le banche. Chissà se quell'anziano che raccoglieva dall'asfalto patate e pomodori è in regola con le tasse…



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