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DALLA GRECIA/ Pensionati e agricoltori mettono Tsipras con le spalle al muro

Il governo di Alexis Tsipras è con le spalle al muro, dice SERGIO COGGIOLA. Troppi i fronti aperti e tanti gli intoppi interni. Senza dimenticare le richieste della Troika

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Tutti i giornali ieri  riportavano in prima pagina - a caratteri cubitali - la tragedia dell'elicottero che si è schiantato sul monte di un isolotto dell'Egeo. Tutti, tranne "I Avgi", l'organo di Syriza, il quale aveva questo titolo: "I sostenitori dell'intreccio". "Intreccio" nel lessico politico ellenico si riferisce al perverso rapporto tra politica e informazione, soprattutto quella televisiva.  Sì, perché nella notte tra giovedì e venerdì, il Parlamento ha votato la legge che regola il nuovo assetto televisivo del Paese che prevede quattro canali tv che potranno trasmettere su tutto il territorio nazionale, dovranno impiegare 400 persone ed essere economicamente in attivo. Le frequenze verranno messe all'asta. Dunque, il governo è alla ricerca di editori-imprenditori "onesti" con capitali da investire, ma soprattutto fiancheggiatori della politica statalista dell'esecutivo: soggetti rari in questa situazione di crisi. E sarà il governo a decidere a chi rilasciare le frequenze, scavalcando il Consiglio statale per la radio-televisione, un organismo indipendente.  

Giusta la legge che mette fine a un sistema televisivo - attualmente i canali privati "nazionali" sono sei - retto dall'anarchia e da interessi politico-imprenditoriali poco trasparenti - ad esempio, un prestito agevolato in cambio di visibilità, o una commessa statale in cambio di sostegno elettorale. E perché soltanto i canali televisivi e non le radio? Ma era proprio il momento giusto per varare questa legge? Sembra tanto rumore per nulla, considerato che tutta l'attenzione dell'opinione pubblica è rivolta alle prossime mosse degli agricoltori. E poi perché mettere ordine soltanto in un settore quando altri che andrebbero regolarizzati e liberalizzati non vengono contemplati dalla lotta del governo contro il disfunzionamento  della vita economica del Paese? 

La risposta più ovvia è che nessun canale privato è a favore del governo. Più che una riforma sembra una vendetta, perché sicuramente questa legge, incostituzionale secondo l'opposizione, dovrà passare al vaglio del Consiglio di Stato e degli organi comunitari.

Il Paese vive altre emergenze ben più gravi. Ieri gli agricoltori sono scesi nella capitale, si sono scontrati con la polizia, obbligandola a darsela a gambe. Hanno lanciato patate e pomodori. E finiti gli scontri, un anziano con una busta di plastica ha iniziato a raccogliere quei pomodori e patate ancora interi. Una scena straziante. In Piazza Sintagma, di fronte al Parlamento, alcuni stavano montando le tende sul prato verde: segno che hanno intenzione di restare. A loro conforto si sono contati trenta banchetti che vendevano i famosi "suvlaki" (spiedini di cane di maiale). Ovviamente nessuno di loro emetteva lo scontrino fiscale.