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Esteri

DIARIO ARGENTINA/ Il "nuovo" Paese pronto a incontrare Renzi

Mauricio Macri (Infophoto)Mauricio Macri (Infophoto)

L'Argentina è un Paese imprevedibile. Nel 2001, con la crisi economica in corso, si era manifestato un rifiuto della politica tradizionale che si è tradotto dopo anni in un qualcosa di concreto: l'elezione di Macri è un no alla politica e ai politici tradizionali che è figlio di quell'epoca.

 

Diversi settori sia qui, che principalmente in Europa, parlano di un ritorno al neoliberalismo degli anni Novanta rispetto alla sinistra populista che lo ha preceduto…

È un errore: prima di tutto i Kirchner e il loro entourage corrotto non erano affatto di sinistra. Fingevano di esserlo per poter gestire meglio la loro politica e disporre di uno scudo ideologico. Macri non è esattamente la destra: saranno state le sue origini, ma ora è estremamente pragmatico incarnando l'ideale neoprogressista che in Argentina è già stato matrice dell'ex presidente Frondizi. Pretende di mettere in marcia idee e non schemi chiusi in se stessi, tipici della destra: queste geometrie politiche mi pare che siano definitivamente tramontate in Argentina. Non ci sono ancora fatti per poter dirlo, ma sicuramente siamo lontani dagli schemi politici tradizionali della destra e del centrodestra. Lo capiremo con il trascorrere del tempo.

 

(Arturo Illia)

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