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Esteri

PRIMARIE USA 2016/ News, Caucus Iowa, Ted Cruz batte Trump. Da Carson a Jeb Bush, chi ha perso tra i Repubblicani (ultime notizie, 2 febbraio 2016)

Primarie Usa 2016, i sondaggi vedono ancora in testa il miliardario Donald Trump ma solo con il 3% di vantaggio su Carson. L’elettorato di Trump proviene dal reality The Apprentice.

Donald TrumpDonald Trump

Il responso dei caucus in Iowa, primo atto delle primarie Usa 2016 che porteranno all'elezione del nuovo inquilino della Casa Bianca dopo 8 anni di presidenza Obama, ha chiarito che Ted Cruz è il favorito per la nomination repubblicana, più di quel Donald Trump che pur conquistando oltre il 24% dei voti può essere considerato il grande sconfitto della serata. Ma oltre ai due big, chi ha perso ieri in Iowa? Di certo ha perso il neurochirurgo Ben Carson. Fino a qualche settimana fa contendeva a Trump la leadership nei sondaggi nazionali, poi l'evidente impreparazione in politica estera in un periodo in cui il terrorismo internazionale occupa le prime pagine di tutto il mondo lo hanno fatto precipitare al 9,3 di questa notte e difficilmente risalirà. L'altro grande sconfitto della serata tra i repubblicani è Jeb Bush: dopo i due George non ci sarà probabilmente un terzo Bush alla guida degli Stati Uniti. L'ex governatore della Florida paga probabilmente un cognome troppo pesante e un'oratoria non all'altezza dei suoi competitor: neanche un grosso investimento in comitati organizzativi locali gli ha impedito di andare oltre il disastroso 2,8%. I suoi consiglieri gli avevano addirittura consigliato di rinunciare agli occhiali per risultare più telegenico, ma anche questo tentativo è andato avuoto. Così come per Carson, pure per Bush è difficile immaginare una risalita nelle preferenze degli elettori e tra sette giorni il New Hampshire potrebbe rappresentare la tappa finale della sua corsa a Washington.

Bernie Sanders è arrivato ad un'incollatura di distanza da Hillary Clinton, favorita per eccellenza non soltanto dei caucus democratici in Iowa, ma in generale della corsa alla presidenza degli Stati Uniti, e adesso non ha intenzione di mollare la presa, soprattutto visto che a separarlo dalla vittoria c'è un misero 0,35%. Il senatore socialista del Vermont si appella dunque ad un vecchio concetto molto in voga in un sistema di voto come quello americano: quello del "too close to call". In poche parole i due contendenti sono "troppo vicini" per eleggere un vincitore. È per queste ragioni forse che nel primo discorso ai suoi sostenitori in Iowa subito dopo il voto Sanders ha parlato di "pareggio virtuale". Come riporta l'Ansa, Sanders non ha fatto nulla per celare i suoi dubbi sullo scrutinio:"Onestamente non so cosa sia accaduto so che qualche percentuale non è stata ancora contata e posso solo sperare che il conteggio sarà onesto. Devono essere rese disponibili quante più informazioni possibili". Parole queste, che hanno preceduto la richiesta ufficiale di riconteggio delle schede al partito, in una battaglia sul filo dei delegati.

Doveva ridursi ad una lotta a due in campo repubblicano il caucus svoltosi in Iowa, ma nella notte che ha incoronato Ted Cruz, vittorioso con il 27,65% dei voti, è arrivata la conferma che Marco Rubio è la prima scelta dei conservatori moderati. Il giovane senatore della Florida ha messo a lungo a repentaglio il secondo posto di Donald Trump, fermandosi ad un 23,09% di voti non troppo lontano dal 24,31% che è valso il secondo posto al magnate newyorchese. La sensazione è che Rubio adesso sia in piena corsa per mettere in pratica quella che gli analisti politici chiamano la strategia del "3-2-1": perdere bene in Iowa arrivando terzi (fatto), arrivare secondo in New Hampshire (probabile), e vincere in Nevada o South Carolina (possibile). A quel punto Rubio potrebbe diventare l'uomo su cui si convoglieranno tutti i voti moderati: il candidato perfetto per sfidare la probabile vincitrice fra i Democratici Hillary Clinton.

Ecco i risultati definitivi del cosiddetto Caucus Iowa. Hillary Clinton vince di pochissimo con il 49,89% dei voti; Bernie Sanders ottiene il 49,54%, terzo Martin O'Malley con lo 0,57% che ha già comunicato di ritirarsi dalla corsa. Per i repubblicani si impone Ted Cruz con il 27,65% dei voti e otto delegati; Donald Trump il 24,31% con 7 delegati; Marco Rubio ottiene il 23,09% con sette delegati. I delegati democratici ancora non sono stati comunicati. Prossimo appuntamento il 9 febbraio nel New Hampshire.

A sorpresa il candidato favorito del Partito repubblicano Donald Trump è stato battuto dal rivale Ted Cruz alle primarie cosiddette "Caucus" dello stato dello Iowa. Non è andata bene neanche all'altra grande favorita del Partito democratico Hillary Clinton che ha portato a casa un pareggio con Bernie Sanders, il rivale che si fregia di definirsi socialista. Ted Cruz ha ottenuto il 28% dei voti contro il 24% di Donald Trump, il quale si è detto non preoccupato e che la sconfitta era prevista. Hillary Clinton e Bernie Sanders invece si sono divisi il 49% dei voti dei loro sostenitori. L'inizio della grande corsa alla candidatura presidenziale dunque annuncia una lotta che sarà dura fino alla fine per determinare chi nei due partiti potrà candidarsi alle elezioni. Giochi invece già fatti, nel senso di sconfitta totale, per Jeb Bush che ha ottenuto un misero 2,8%. Il voto dello Iowa ha costretto poi al ritiro il candidato repubblicano Mike Huckabee e quello democratico Martin O'Malley che hanno ottenuto un risultato insignificante.

Le Primarie Usa 2016 stanno entrando nel proprio vivo per decidere chi sarà il candidato repubblicano alla Casa Bianca. Al momento il principale favorito resta il miliardario Donald Trump che tuttavia rispetto al mese di settembre, ha visto nettamente ridursi il vantaggio sul principale avversario ed ossia il neurochirurgo Ben Carson. Nello specifico ora il vantaggio di Trump sarebbe soltanto di tre punti percentuali il che rende la corsa decisamente molto incerta. Tra l’altro i sondaggi hanno anche analizzato la composizione dell’elettorato dell’eclettico miliardario, con anziani conservatori, giovani universitari e dalla classe media ancora alla prese con la crisi economica. Inoltre, sembra che stia riuscendo ad attirare molti americani che solitamente non andavano a votare. Nello stesso sondaggio emerge un dato piuttosto curioso ed ossia che gran parte del suo elettorato sia formato dal pubblico del talent The Apprentice di cui Trump è stato il principale protagonista fino dal 2008 al 2015 nelle vesti del Boss. Secondo il sondaggio, il 62% degli spettatori ha fatto apprezzamenti nei riguardi di Trump mentre la percentuale si abbassa al 32% tra gli americani in generale. Quando si dice il potere dei media.

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