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PRIMARIE USA/ Caucus nell'Iowa, Rubio e Sanders "guastano" la festa a Clinton e Cruz

Pubblicazione:martedì 2 febbraio 2016

Hillary Clinton con Barack Obama (Infophoto) Hillary Clinton con Barack Obama (Infophoto)

NEW YORK — Si comincia! Ieri sera è lo Stato dell'Iowa a dare l'avvio alla grande danza delle nominations. Nell'Iowa c'è questo stranissimo processo di voto chiamato "caucus". La gente si raduna nei luoghi più disparati, dalle palestre di scuola al salottino di qualche famiglia, per discutere di politica e per votare. Luoghi disparati, ma prefissati, così che tutto possa avere anche un briciolo di formalità e di legittimità. Arrivano, si registrano, e si mettono a discorrere gli uni con gli altri, come in una piazza di paese, alcuni a lancia in resta da bravi paladini di un certo candidato, altri alla ricerca di conferme o smentite rispetto a quella vaga preferenza che alberga nel loro cuore. 

Nel grande arazzo delle nominations che si andrà tessendo nelle settimane a venire, l'Iowa ha un peso numerico da poco, ma un notevole impatto psicologico. Qui siamo lontani dall'America della finanza e della grande industria. Questa è terra di farmers ed evangelici, ma è pur sempre America e di qui verranno le prime conferme e le prime smentite, i primi sorrisi di fiducia e smorfie di disappunto. Dopo tanto parlare, tante sfide dirette e indirette, appelli, invettive, minacce, promesse, siamo al voto. Repubblicani contro repubblicani, democratici contro democratici.

Sono cinque i personaggi in cerca di autore. Tre repubblicani, Trump, Cruz e Rubio (i candidati repubblicani sono molti di più, ma per la maggior parte di essi l'Iowa era già da dimenticare prima ancora del voto), e due democratici, Clinton e Sanders. A vedere in tv come si procede viene da sorridere, con questi fogliettini di carta raccolti in secchielli che andrebbero bene sì e no per dei bambini in spiaggia. Ma qui si fa così, e il turnout di ieri sera è da record: sembra che quest'anno vogliano votare tutti! Hillary avrà certamente tirato un sospiro di sollievo. Sanders, il socialista, l'uomo che promette il più grande maquillage nella giovane storia di questo paese, prima arranca con cinque punti percentuali di ritardo, poi viene battuto di strettissima misura. Sanders merita una riflessione a sé, e vi prometto di arrivarci la prossima volta. 

Per quanto riguarda invece i repubblicani, tutti erano alla finestra per vedere cosa ne sarebbe stato di Trump, perché questa dell'Iowa non è certo terra fertile per lui. Cruz era venuto qui per vincere, Rubio per restare a galla. E Cruz ha vinto. Alle 11.30 di sera gongolava sul palco. I conservatori dell'Iowa gli hanno consegnato i 30 delegati in gioco premiandolo con un 28% di preferenze contro il 24% di Trump. Donald rimedia così la sua prima sconfitta. Vedremo come reagirà. Ma se in qualche modo di Cruz e Trump si sapeva, il vero punto interrogativo riguardava Rubio. 


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