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SIRIA/ Waqqaf: c'è un accordo Usa-Russia, ma l'Arabia vuole far fallire la pace

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Barack Obama e Vladimir Putin (Infophoto)  Barack Obama e Vladimir Putin (Infophoto)

“I colloqui di Ginevra non nascono sotto i migliori auspici. L’Arabia Saudita vuole a tutti i costi condizionare il futuro governo di Damasco, perché con la caduta di Saddam Hussein nel 2003 ha perso la sua influenza su Baghdad. E’ per questo che Riyadh non intende accettare un governo siriano di unità nazionale cui prenda parte anche il partito di Assad, tradizionalmente legato all’Iran”. A spiegarlo è Ammar Waqqaf, attivista siriano residente a Londra e direttore di Gnosos, un’organizzazione che fornisce informazioni su Siria e Medio Oriente a media e istituzioni. Lunedì a Ginevra si è tenuto il primo incontro con i rappresentanti del gruppo internazionale sulla Siria, cui hanno partecipato americani, inglesi, francesi e tedeschi. Prima di prendere parte a sua volta ai negoziati, l’opposizione legata all’Arabia Saudita chiede però la verifica di alcune precondizioni.

 

Con quali aspettative iniziano i negoziati di Ginevra?

Non mi aspetto grandi risultati. L’opposizione rivendica determinate precondizioni ed è convinta del fatto che se riuscirà a ottenerle apparirà come vincente. Qualora non dovessero riuscire a ottenere ciò che chiede, attribuirà la responsabilità alla delegazione del governo siriano. Il fatto è che i negoziati sono arrivati troppo presto per l’opposizione. Quest’ultima non necessariamente rappresenta la gente che vive in Siria, ed è quindi in atto una sorta di competizione su chi effettivamente possa dire di rappresentarla.

 

Se non rappresenta i siriani, chi c’è dietro l’opposizione?

In buona parte rappresenta le potenze regionali. Turchia e Arabia Saudita in particolare non provano particolare entusiasmo per una soluzione a breve termine della crisi siriana, anzi preferirebbero che i colloqui non producessero alcun risultato. Russia e Stati Uniti d’altra parte intendono avviare un processo politico.

 

Quali sono i contenuti di questo accordo?

Mosca e Washington avrebbero trovano un accordo per consentire a tutti i partiti siriani, incluso quello di Assad, di partecipare alle prossime elezioni generali. Arabia Saudita e Turchia però non vogliono che ciò avvenga, e intendono fare sì che l’opposizione che fa riferimento a loro consegua altri obiettivi. Se questo non è possibile, cercheranno di posporre o fermare i negoziati.

 

Perché Turchia e Arabia Saudita remano conto un successo dei colloqui di Ginevra?

Turchia e Arabia Saudita sarebbero favorevoli a un successo di Ginevra se questo li aiutasse a raggiungere i loro obiettivi. Per esempio le due potenze regionali vedono con favore il comunicato finale di Ginevra 1. Insistono cioè sul fatto che il processo politico dovrebbe condurre a un governo di transizione dotato di pieni poteri, in grado di sostituire l’attuale governo di Assad.

 

E’ una richiesta legittima?


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