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DALLA GRECIA/ La "tripla crisi" in vista per Tsipras

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Alexis Tsipras (Infophoto)  Alexis Tsipras (Infophoto)

E ad Atene hanno fretta di passare l'esame - si spera entro il 27 marzo, giorno della Pasqua cattolica. Per questa ragione, ieri Tsipras si è incontrato con Frau Merkel e Monsieur Hollande. Il trio si è trovato d'accordo sul fatto che la Troika deve ritornare al più presto ad Atene, perché le discussioni vanno riprese al più presto, sostiene il governo, per poter dare avvio a una nuova stagione economica e ripristinare un clima di fiducia.

Ma i segnali non sono confortanti per il governo, il quale sostiene che il Fmi vorrebbe un nuovo accordo, aggiungendo che per Atene l'accordo firmato a luglio è il limite di discussione. Il nodo resta sempre la presenza-influenza del Fmi, il quale chiede una sostanziale riduzione delle pensioni. Purtroppo, anche il presidente dell'Eurogruppo si è allineato sulla posizioni del Fondo e ha ribadito che le pensioni in Grecia sono alquanto "generose", nonostante i dodici tagli subiti dal 2010. La spesa previdenziale rappresenta ancora il 17% del Pil di un Paese in recessione (-0,7%, l'ultimo trimestre del 2015, quando il governo aveva previsto uno zero). Gestione della crisi con i creditori, capital controls e aumento delle tasse hanno influito sulla percentuale recessiva e sulle entrate che hanno segnato un -610 milioni a fine 2015 che conferma l'equazione: più tasse meno entrate.

Questo "buco" porterà a nuovi tagli? E invece perché non agevolare gli investimenti? Ma chi verrebbe a investire in Grecia, quando i segnali del governo sono contraddittori?

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