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Esteri

DEMOCRATICI vs REPUBBLICANI/ Carozza: dietro la Corte suprema, l'"abisso" che spacca gli Usa

La Corte SupremaLa Corte Suprema

Assolutamente sì. E’ il sintomo di una malattia, cioè della divisione politica e ideologica di questo Paese che ha radici molto più profonde di quanto appaia. Non è soltanto l’indicazione di una situazione attuale, bensì di una divisione sempre più profonda. Sono sempre di meno i politici disposti a ricostruire un dialogo che riesca ad arrivare ai propri avversari. Per quanto riguarda inoltre l’elezione dei giudici della Corte Suprema, questo è il frutto di una serie di sviluppi che sono iniziati almeno 25 anni se non 30 anni fa.

 

Perché questa divisione politica finisce per scaricarsi sull’elezione del giudice della Corte Suprema?

Ormai è chiaro che la Corte Suprema degli Stati Uniti occupa una posizione politica e non soltanto giuridica su molti dei temi più scottanti e di difficile soluzione che riguardano l’etica sociale del Paese. Chi decide è la Corte Suprema, tutti riconoscono questo dato di fatto e quindi necessariamente non è più un organo con meri compiti tecnici e giuridici, bensì principalmente politici e morali. In quest’ottica in un certo senso uno quasi ha l’obbligo di cercare di esercitare un certo potere sul processo di selezione del nuovo giudice. Questo passaggio è infatti essenziale per cercare di arrivare ai risultati in cui uno crede, necessari per il bene del Paese e per il bene comune.

 

(Pietro Vernizzi)

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