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DIARIO ARGENTINA/ Il "doppio gioco" su dittatura e diritti umani

Pubblicazione:domenica 21 febbraio 2016

Jorge Rafael Videla (1925-2013) (Foto dal web) Jorge Rafael Videla (1925-2013) (Foto dal web)

La ferita degli anni Settanta, che tuttora rimane aperta in Argentina, è da sempre oggetto di indagini su di un'epoca dove molte verità sono state rivelate parzialmente. Una di queste riguarda il sospetto che dietro l'incolumità fisica goduta da alcuni esponenti di movimenti come quello dei "Montoneros", che misero il Paese a ferro e fuoco tra il 1971 e il 1975, cioè durante una democrazia costituzionale eletta mediante un suffragio popolare, si nascondano realtà "scomode" soprattutto alla favola divulgata a posteriori. Eclatante in questo senso il caso del giornalista Horacio Verbitsky, famosissimo per aver sollevato il dramma dei "voli della morte" attuati dalla dittatura genocida di Videla & C. per eliminare in forma massiva prigionieri politici e che all'epoca era considerato il numero 3 dell'organizzazione guerrigliera citata. In molti, tra i quali alcuni suoi compagni politici, si sono chiesti come potesse vivere normalmente e senza adottare particolari misure di sicurezza, alimentando sospetti che, nel corso degli anni, sebbene smentiti dall'interessato, hanno continuato a esistere. In questo senso Gabriel Levinas, un giornalista e scrittore, ha indagato profondamente sulla faccenda, portando alla luce documenti che costituiscono il materiale di un libro, intitolato "Doble agente", scritto in collaborazione con Marina Dragonetti e Sergio Serricchio. Lo abbiamo intervistato a Buenos Aires.

 

Quali novità svela il libro "Doble Agente" sul tema della collaborazione di Verbitsky con la dittatura militare?

La novità più importante del libro è che dimostriamo, a livello documentale, qualcosa che si sospettava, ma di cui non si aveva la certezza: che in quegli anni Horacio Verbitsky collaborò con l'Aeronautica ricevendo soldi dalla dittatura militare. Siamo riusciti ad accedere a documenti che dimostrano come firmò almeno due contratti con l'Istituto Aeronautico Jorge Newberry, istituzione finanziata dal Comando in capo dell'Aeronautica, nel periodo tra il 1978 e il 1982. Successivamente scoprimmo che ricevette i soldi del secondo accordo attraverso una cassa mutua militare da lui stesso definita come un luogo dove era presente "l'entità finanziaria dei pensionati dell'Esercito". Abbiamo anche avuto accesso a un documento particolare.

 

Quale?

Un manoscritto di Verbitsky (fatto periziare per confermarne l'autore) di 34 pagine, che è servito come base a un discorso del brigadiere Graffigna, capo dell'Areonautica militare tra il 1979 e 1982 e membro della seconda Giunta di Comandanti, dell'anno 1979: personaggio che aveva un potere totale sulla vita e i beni degli argentini. Queste prove screditano completamente quello che Verbitsky ha sostenuto sulla sua vita durante la dittatura. Non fu, come dice, membro della "resistenza", ma un collaboratore contrattato: in cambio di cosa non è dato saperlo. Abbiamo anche dimostrato che negli anni '60 giocò un ruolo fondamentale, come giornalista, nella caduta del Governo istituzionale del Presidente Arturo Illia, e che poi ricevette soldi dalla dittatura di Ongania a esso subentrata.

 

Chi è Horacio Verbitsky secondo lei?

È una persona che nei suoi 55 anni da giornalista è stato capace di operare su ambedue i fronti della contesa di ogni momento, lavorando su agende simultanee e spesso contraddittorie. È anche una persona senza scrupoli, con nessuna empatia per gli altri. Non gli è fregato nulla del danno arrecato a una persona di 10 anni, Juliana, dato che ha trattato il caso della sua adozione come un punching-ball politico e non ha difeso un collega prestigioso, il giornalista Julio Nadler, dalla censura fatta da Pagina 12 (il quotidiano a cui Verbitsky collabora, ndr ), perché nel 2004 si è permesso di scrivere sulla corruzione del Governo Kirchnerista, al punto di mettere in dubbio i suoi scritti e collegarli alla rabbia e impotenza di Nadler perché ammalato di cancro.

 

Perché pubblicare il libro solo ora?


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