BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CAOS SIRIA/ Jean: la tregua di Obama e Putin è condannata alla "sconfitta"

Pubblicazione:martedì 23 febbraio 2016

Infophoto Infophoto

Un intervento di terra della coalizione occidentale finirebbe per distruggere le forze russe che sono in Siria. Già di per sé la Turchia ha un esercito piuttosto forte, ma se poi gli Stati Uniti inviassero tre portaerei nel Mediterraneo orientale, i russi non avrebbero nessuna chance di resistere. D’altra parte se decidessero di non reagire per loro sarebbe un’umiliazione inaccettabile. Un intervento di terra infatti non si limiterebbe a una piccola zona di frontiera, tra Jarabulus e Azaz, ma molto verosimilmente proseguirebbe almeno fino ad Aleppo se non a Idlib o Latakia.

 

Qual è la forza militare dispiegata dalla Russia in Siria?

La Russia dispone di poche migliaia di soldati e non ha la possibilità di schierarne molti di più. Ci sono i marines della Crimea, ma a terra sostanzialmente ha soltanto un battaglione che protegge le basi dei missili contraerei.

 

In quest’ottica, lei come legge gli attentati dell’Isis avvenuti domenica a Homs e Damasco?

L’Isis compie questi attentati per dimostrare al mondo di essere ancora forte. Il messaggio alle forze governative e ai russi è che possono riconquistare nuove fette di territorio, ma allo stato islamico non manca certo l’esplosivo da mettere sulle autobombe. Daesh ha gli shahid (cioè i martiri, ndr) disposti a immolarsi, e porterà la morte nelle città sotto il controllo di Assad provocando numerose perdite.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.