BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

GAY PRIDE / La Commissione Europea sarà alla sfilata Lgbt di Amsterdam in estate

Gay Pride ad Amsterdam, Commissione Europea, Parlamento Europeo e Consiglio saranno presenti come istituzioni alla sfilata tra i canali olandesi. Polemiche e annuncio da Bruxelles

Gay Pride (Infophoto)Gay Pride (Infophoto)

Europa al Gay Pride. Sono notizie che non proprio saltano all’occhio, ma sono spesso ben “nascoste”: della serie “evviva l’orgoglio, ma non diciamolo troppo in giro”. Arriva, grazie all’anticipazione dell’Osservatorio Gender, la news da Bruxelles che si riferisce direttamente alla scelta della Commissione Europea: nella parata sull’orgoglio omosessuale europea organizzata dal 23 luglio al 7 agosto prossimi si vedrà la Commissione Europea che parteciperà come istituzione ufficiale e accanto si troverà i il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione Europea. Festa singolare, ogni parata vedrà una barca navigare sui canali di Amsterdam e ben tre saranno occupate dalle massime istituzioni europee. Al Gay Pride di Amsterdam vedremo dunque tra i carri, le associazioni arcobaleno e sigle LGBT anche i carri di Commissione Europea e compagnia: il nome della Europee Commisie figura alla posizione 21 dell’elenco delle 80 imbarcazioni che parteciperanno all’EuroPride 2016. Slogan della manifestazione sull’orgoglio omosessuale è “Join you Freeedom” (Unisciti alla nostra libertà), singolare visto che questa particolare libertà ultimamente sembra più “libera” di tutte le altre. Comunque, il momento clou della sfilata lungo il canale Prisengracht e il fiume Amstel per sabato 6 agosto. Notizie che magari non interessare a molti ma che dovrebbe visto che chi poi stila le varie “raccomandazioni” ai doveri e diritti dei Paesi Europei partecipa ad un evento così particolare e univoco. Non tanto per una questione di unioni civili o omosessualità, non è quello il punto o il problema, ma come sempre l’esclusività di una idea o di un concetto sugli altri. Questo rischia, alla lunga, di generare una dittatura, e lo ripetiamo non tanto per la quesitone gay, ma perché oggi sembra essere diventata “La Questione”, con la “Q” maiuscola.

© Riproduzione Riservata.