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CAOS SIRIA/ Qualcuno non vuole l'accordo Usa-Russia

Pubblicazione:mercoledì 3 febbraio 2016

John Kerry (Infophoto) John Kerry (Infophoto)

“Anche calcolando che l’Isis abbia tra i 50 e i 100mila combattenti, il mondo intero è in grado di eliminarlo. Se non lo fa è evidente che il motivo è una cattiva volontà”. E’ la denuncia di Massimo Campanini, docente di storia dei paesi islamici all’Università di Trento. Martedì a Roma si è incontrata la coalizione internazionale anti-Isis in formato “Small group”. A presiederla sono stati il segretario di Stato Usa, John Kerry, e il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni. Intanto a Ginevra in Svizzera l’inviato speciale Onu, Staffan De Mistura, sta cercando di convincere l’opposizione siriana a prendere parte ai colloqui. Lo stato islamico però continua a colpire. Sempre martedì si sono registrate tre esplosioni a Damasco che hanno provocato almeno 70 morti e 110 feriti.

 

Professore, partiamo dalla coalizione anti-Isis che si è incontrata alla Farnesina. Ritiene che l’Occidente stia facendo dei passi avanti nella lotta al califfato?

Nei confronti dell’Isis l’Occidente ha avuto negli ultimi mesi un atteggiamento molto problematico. Il fenomeno è stato ignorato e passato sotto silenzio, delegando la lotta armata ai curdi. C’è da chiedersi perché l’Occidente ci abbia messo così tanto a rendersi conto che l’Isis era pericoloso. O i nostri responsabili di politica estera sono degli incompetenti, oppure l’Isis non è ciò che ci è stato detto.

 

Basta una riunione a Roma per risolvere il problema?

Ritengo giusto mettersi intorno a un tavolo, superando le differenze tra Usa e Russia e facendo fronte unito contro questo pericolo. Quando invase la Polonia, a un certo punto Hitler doveva essere fermato. Allo stesso modo se l’Isis è quello che dice di essere, va sradicato. Da questo punto di vista è benvenuta una convergenza internazionale di tutte le potenze. Ma c’è una cosa che non mi convince.

 

Che cosa?

Il problema fondamentale è capire da dove venga l’Isis e chi l’abbia armato. Il califfato inoltre si alimenta vendendo il petrolio, e questo significa evidentemente che c’è qualcuno che glielo compra: ci sono state e ci sono quindi delle connivenze. D’altra parte esistono dei filmati, sotto forma di candid camera, in cui Hillary Clinton dice: “Tanto l’Isis lo abbiamo creato noi”. E’ pur vero che con le tecnologie moderne si possono mettere in giro dei video contraffatti e inventare dei bombardamenti che non sono mai esistiti. Pochi anni fa per esempio Al Jazeera ha inventato che Gheddafi aveva sterminato dei civili e creato dei cimiteri di massa.

 

Di che cosa c’è bisogno per sconfiggere lo stato islamico?

Anche calcolando che l’Isis abbia tra i 50 e i 100mila combattenti, il mondo intero è in grado di eliminare questo pericolo. Se non lo fa è evidente che il motivo è una cattiva volontà. Se ora invece si decidono a eliminarlo, ben venga questa decisione.

 

Che cosa si aspetta intanto dai negoziati di Ginevra sulla Siria?


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