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GIULIO REGENI/ Amin: è stato ucciso, il procuratore ha ragione. E uno studente americano...

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Giulio Regeni (Foto dal web)  Giulio Regeni (Foto dal web)

Mercoledì per esempio una donna è stata schiaffeggiata sul metrò da un poliziotto e l’azione è stata filmata da una telecamera. Eppure un funzionario del ministero dell’Interno è andato in tv e ha detto che il fatto non era mai avvenuto.

 

Come valuta questo atteggiamento delle autorità egiziane?

Questa tendenza a negare i fatti non fa altro che peggiorare le cose. Nel caso di Giulio Regeni ritengo però dovrà esserci trasparenza e il nostro governo sarà costretto a dire la verità. Sono profondamente addolorata per la sorte di questo ragazzo, ma il fatto che sia coinvolto il governo italiano costringerà le autorità egiziane ad andare in fondo a questa vicenda e a scoprire chi lo ha ucciso. I colpevoli devono essere portati di fronte alla giustizia ed essere chiamati a risponderne.

 

Lei ritiene che ci siano responsabilità anche da parte del governo egiziano?

No, ma da parte del governo dovrebbe esserci maggiore fermezza. Occorre mostrare una tolleranza zero nei confronti di certi comportamenti messi in atto dalla polizia. Io stessa ne ho fatto esperienza.

 

Personalmente?

Sì. Lo scorso giugno ho pubblicato un articolo in cui affermavo che la polizia deve essere chiamata a rispondere della sua brutalità, perché in Egitto c’è stata una rivoluzione contro questi metodi. Dopo la pubblicazione non soltanto il programma televisivo che conducevo è stato sospeso, ma sono stata anche processata con l’accusa di essere una minaccia per la sicurezza nazionale. La sentenza è attesa per sabato 6 febbraio, dopo essere stata rimandata di mese in mese per tenermi in uno stato di continua ansia. Il loro obiettivo è costringermi al silenzio perché non accettano critiche.

 

(Pietro Vernizzi)



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