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CAOS LIBIA/ Renzi non sceglie e fa il gioco dell'Isis

Pubblicazione:lunedì 8 febbraio 2016

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

In un contesto così delineato, poi, il ruolo dell'Italia sarebbe del tutto marginale. Il premier Renzi — nonostante le indiscrezioni trapelate su alcuni quotidiani nazionali riguardo alla richiesta americana di schierare caccia Tornado e reparti speciali "di piccole dimensioni, ma di forte impatto operativo" —  appare fermo nella sua linea non interventista che non si spingerebbe oltre la formazione e l'addestramento delle forze di polizia locali e la protezione di siti sensibili. Da un lato dunque gli Stati Uniti spingono per un impegno diretto, dall'altro il premier "cincischia", trincerandosi dietro la necessità di attendere la formazione di un governo libico, mal celando, così, l'assenza di consenso interno all'azione militare da parte di alcuni partiti dell'opposizione. Resta ora da capire se e come il governo riuscirà ad uscire da quest'impasse. In altre parole, tocca ora al premier e ai "suoi" ministri decidere se aspirare ad avere davvero un ruolo guida, oppure continuare a mantenere una posizione oramai anacronistica fingendo di non sentire il frastuono delle armi di alcuni "amici" della coalizione e sacrificando sull'altare della realpolitik dei nostri presunti alleati anni di lavoro sul terreno.



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