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CAOS MIGRANTI/ Giro: quote e corridoi umanitari, la nostra lezione all'Europa

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Ciascun Paese ragiona ancora molto per sé. C’è stata una grande apertura della Germania, confermata ancora domenica dalla cancelliera Merkel che ha aperto le porte a tantissimi profughi. Il problema è andare fuori dallo straordinario ed entrare nell’ordinario. E’ per questo che lunedì sono arrivati i primi 93 profughi attraverso i canali umanitari che l’Italia ha aperto battendo sul tempo tutti gli altri Paesi europei.

 

Perché lo ritiene un passo importante?

Perché secondo noi è l’inizio di un nuovo strumento, tra l’altro senza creare nuove norme. Con le norme già esistenti di Schengen e Dublino è possibile rendere operativi dei canali umanitari, identificando le persone nei luoghi dove stanno, cioè a monte. E’ il lavoro che hanno fatto l’ambasciata d’Italia a Beirut e il ministero degli Esteri, insieme con la collaborazione del ministero dell’Interno per tutto ciò che concerne l’identificazione delle impronte.

 

Il fatto che ci sia questo canale umanitario però non fermerà i flussi attraverso gli altri canali.

Non è detto, perché se l’esempio italiano sarà preso anche dagli altri Paesi, come noi speriamo, questo sicuramente renderà inutili i costosissimi e pericolosissimi viaggi della morte sia attraverso il Mediterraneo sia attraverso la rotta balcanica.

 

Di solito questi accordi non si fanno in cambio del fatto che lo Stato di provenienza controlli maggiormente le frontiere?

Questo non lo possiamo certo chiedere alla Libia o alla Siria, dove lo Stato non c’è.

 

Che ne è stato dei 3 miliardi che l’Ue ha dato alla Turchia per controllare i flussi?

Intanto va detto che in Turchia ci sono oltre 2 milioni di rifugiati. In secondo luogo la Turchia ha fatto un’operazione umanitaria molto ampia nei campi profughi. Adesso grazie a questo aiuto che viene dall’Europa noi speriamo che l’accordo con la Turchia permetta di frenare i flussi.

 

Basta questo per risolvere il problema?

No. La soluzione definitiva verrà solo dalla pace in Siria: ora abbiamo la tregua e questa è un’altra buona notizia. Se la tregua regge e poi si trasforma in un accordo di pace i profughi siriani potranno tornare nelle loro abitazioni.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
01/03/2016 - Caos migranti (delfini paolo)

Quindi l'unica soluzione è spalancare le porte a tutti i "migranti" e poi ridistribuirli... però, complimenti, con tutto il rispetto.