BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DALLA GERMANIA/ Così Frauke Petry (AfD) ha "rubato" i voti della Merkel

Frauke Petry con Bernd Lucke nel 2013 (Foto da Wikipedia) Frauke Petry con Bernd Lucke nel 2013 (Foto da Wikipedia)

L'AfD sarebbe stata capace di canalizzare le paure della gente, dicono quelli che simpatizzano con la nuova situazione creatasi ieri sera con il voto; altri dicono che l'AfD propone soluzioni semplicistiche per problemi di grande portata e che solo un lavoro di strutturazione politica permetterebbe di risolvere. Insomma, solo gli ingenui avrebbero votato la AfD, dice chi giudica in modo negativo il voto di ieri sera. Alcuni ragazzi hanno sottolineato il bisogno di "novità" e "rivoluzione" contro i partiti che dicono tutti e sempre le stesse cose (dalla CDU a Die Linke). 

Ho passato la serata di domenica sera con un allievo della dodicesima classe, con il sindaco Bernward Küper di una cittadina importante vicino alla scuola dove insegno, Naumburg, e con l'onorevole Daniel Sturm del distretto 42, che si è affermato per un pelo nei confronti della candidata della AfD, Lydia Funke. Nella mimica dei due politici della CDU si poteva vedere una certo sconforto, quando apparivano quartiere per quartiere i voti del distretto; ma entrambi ritengono che l'AfD potrà canalizzare i voti di protesta solo per una legislatura e non vedono in essa un pericolo duraturo. Trattandosi di un voto democratico, aggiungono che naturalmente deve essere accettato, anche se reputano difficile immaginarsi di lavorare con i rappresentati della AfD, che non hanno un'esperienza politica commisurata ai cinque anni della legislatura regionale. 

In ogni caso, forse qualcuno capirà che non si può in continuazione dare dell'ignorante a chi non si identifica con i vecchi partiti. Personalmente, credo che i voti per la AfD siano espressione di un "egoismo collettivo" (così Rousseau definisce il nazionalismo), che non deve certo essere criminalizzato, ma che va pur chiamato con il nome che merita. 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
15/03/2016 - Grazie, professore. (Giuseppe Crippa)

Sono io a ringraziare il prof. Graziotto dell’attenzione che mi ha dedicato. Rifletterò sulle sue argomentazioni, in particolare a quelle relative a Frau Merkel, alla cui politica noi rimasti in Italia dobbiamo questi ultimi anni di scarsissima crescita. Chiudo assicurandolo che il brano di Matteo da lui citato non mi è ignoto ma che probabilmente abbiamo concetti diversi di ospitalità così come abbiamo un concetto diverso del cattolicesimo di Roussesu, che passò 40 dei suoi 66 anni di vita certamente fuori dalla Chiesa cattolica.

 
15/03/2016 - PS. Sul mio articolo. Voto dei giovani (Roberto Graziotto)

Voto dei giovani studenti in Sassonia-Anhalt. 13.846 studenti delle scuole della Sassonia-Anhalt hanno anche votato in un progetto di educazione politica. Il risultato come si può vedere nel grafico del link è abbastanza diverso. La CDU riceve il 20,5% dei voti, la AfD il 14,4 % dei voti. Anche alcuni degli altri partiti ne escono in modo più forte che nelle elezioni degli adulti: la SPD riceve il 13,9 % e i Verdi il 13,3 %. Il partito di estrema destra NPD riceve il 5,8 % dei voti, Die Linke invece è sottorappresentato, 10,6%. Poi c'è una varietà di piccoli partiti che raggiunge il 21,5%. La partecipazione al voto è anche più alta e raggiunge il 75,9 % degli studenti che potevano votare (dalla decima alla dodicesima classe, dai 16 ai 18 anni). Gli adulti hanno votato anche di più delle ultime elezioni regionali, ma hanno raggiunto solo un 61%, così che il partito di chi non vota è quello più grande di tutti. Nella nostra scuola ha vinto anche la CDU (42 %) e la Afd (6%) ha ricevuto pochi voti. http://www.juniorwahl.de/landtagswahl-sachsen-anhalt-2016.html

 
15/03/2016 - L'illuminista Graziotto (Giuseppe Crippa)

Mi spiace un po’ che il prof. Graziotto condivida il giudizio che l’illuminista (e deista) Jean Jacques Rousseau dà del nazionalismo e spero non condivida altri aspetti della sua filosofia politica molto lontani dalla dottrina sociale della Chiesa… Personalmente preferisco rifarmi alle parabole evangeliche, per esempio quella delle vergini che aspettano lo sposo. Non mi pare che le vergini sagge, che non condividono l’olio delle lanterne con le vergini stolte, “così che poi non basti né a noi né a voi” siano giudicate con durezza, anzi. Tacciare di egoismo chi si pone il problema della difesa dell’identità nazionale e del welfare costruito da sacrifici di generazioni è già criminalizzarlo.

RISPOSTA:

Ringrazio il signor Crippa di avere letto il mio articolo. Una piccola reazione mi sia permessa: 1. La parabola evangelica delle vergini sagge non ha nulla a che fare con la difesa dell'identità nazionale. Ha a che fare con il ritorno dello sposo, che ci chiederà le cose che ci sono scritte in Mt 25, 31- 46 (vale forse la pena di notare che la parabola delle vergini si trova nello stesso capitolo). 2. Il mio giudizio si riferisce al contesto di uno stato che è tra i più ricchi del mondo. 3. Questo non toglie che non ci si debba fare delle domande su ciò che Spaemann chiama la dialettica lontano/vicino. È ovvio che un politico tedesco debba occuparsi in primo luogo di ciò che gli è vicino. La Merkel è in questo molto più realistica della Petry, perché sa che cose che erano lontane posso diventare vicine. Ed ha dimostrato nei fatti di aver saputo tenere ed aumentare il tenore di vita dei tedeschi. 4. Il filosofo illuminista Voltaire odiava Rosseau perché troppo cattolico. Comunque Balthasar disse una volta a chi lo accusava di eresia che se avesse avuto bisogno di legna per il suo rogo, da trovare nella sua opera, lo avrebbe aiutato a trovarla. Visto che la mia è infinitamente più piccola, l'aiuto da offrire non dovrebbe essere molto complesso. RG