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SALAH ABDESLAM/ Arrestato per caso, una sconfitta di Francia e Belgio

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Azione antiterrorismo in Belgio (Infophoto)  Azione antiterrorismo in Belgio (Infophoto)

La polizia si è recata a fare un sopralluogo in un appartamento pensando che fosse vuoto e ha suonato il campanello, senza neanche verificare quale fosse il livello della minaccia. A quel punto le persone al suo interno hanno risposto con colpi di kalashnikov.

 

Quale errore è stato compiuto dalla polizia belga?

In un caso simile, prima di entrare il minimo è fare un appostamento di qualche ora, per vedere se entra o esce qualcuno. Quando si compie un’irruzione bisogna sempre andarci preparati per il peggio, non per il meglio.

 

La cattura di Abdeslam in qualche modo riscatta gli errori compiuti finora dalla polizia belga?

No. Gli errori sono e rimangono tali, esattamente come i successi.

 

Di quale tipo di intelligence avrebbe bisogno il Belgio per monitorare il terrorismo?

Quella che abbiamo noi.

 

Perché?

Perché funziona. L’intelligence italiana prende ancora buona parte del personale dalle forze dell’ordine o dalle forze armate. Stanno entrando moltissimi giovani e moltissimi civili, ma l’ossatura è ancora quella tradizionale. Le forze dell’ordine e le forze armate italiane sono considerate unanimemente a un livello imparagonabile in Europa, per non parlare degli Stati Uniti.

 

Di che cosa è merito l’eccellenza della nostra intelligence?

Dal punto di vista dell’intelligence la cosa più importante è il coordinamento all’interno dello stesso Paese, ed è proprio ciò che gli italiani stanno insegnando in Europa. Sembra paradossale ma ci sono Stati i cui servizi parlano molto con le autorità straniere, ma pochissimo tra di loro. L’Italia ha un sistema unico in Europa, chiamato Casa (Comitato di analisi strategica anti-terrorismo), che tutti ci stanno studiando e vorrebbero adottare.

 

Come funziona questo comitato?

Il Casa è un tavolo permanente dove siedono esperti di antiterrorismo del Dis, che coordina Aisi, Aise, polizia di Stato, arma dei carabinieri, guardia di finanza e polizia penitenziaria.

 

Quali sono gli strumenti dell’intelligence anti-terrorismo?

Un tempo si usava soprattutto la human intelligence, cioè la capacità di capire le peculiarità del caso singolo. Oggi invece c’è un mix tra quest’ultima e la technological intelligence (techint), basata sulle tecnologie informatiche. La tipologia di intelligence si adegua al tipo di minaccia che si deve affrontare.

 

Quanto conta la tecnologia nella lotta al terrorismo?

Il mondo informatico è diventato un campo di battaglia importantissimo, e a questo punto va tenuto anch’esso in considerazione. Quindi le capacità di human intelligence si integrano con quelle tecniche.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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19/03/2016 - Siamo il paese delle mafie (Moeller Martin)

Siamo il paese delle mafie, della criminalità diffusa e della corruzione dilagante. Non rendiamoci anche ridicoli pretendendo di esportare i nostri modelli.