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APPELLO DEL PAPA/ I profughi? L'Europa può accoglierli, ma la Turchia non è "innocente"

Pubblicazione:lunedì 21 marzo 2016

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

La Turchia non è proprio così innocente. Da un lato vuole recuperare dei soldi, dall’altra vede nella Siria una terra di conquista. Pochi giorni fa sono stato a Gaziantep, cittadina turca al confine con la Siria. Ho avuto la sensazione netta che da parte delle autorità turche ci fosse veramente l’idea di proporre ai milioni di profughi siriani un’integrazione che di fatto si traduce in una sorta di assimilazione. Quello cui ho assistito è un passaggio preliminare per preparare un’area di dominio turco sulla nuova Siria quando la guerra sarà terminata.

 

La Grecia intanto ha chiesto di rinviare i rimpatri di 24 ore. Il Paese è in difficoltà?

Per un Paese come la Grecia, il caos migranti non è certo facile da gestire. Atene ha le sue difficoltà, che tutti noi conosciamo e che adesso facciamo finta di avere dimenticato. I greci si sono visti arrivare centinaia di migliaia di profughi. D’altra parte Atene intuisce anche la possibilità di ricavarne qualche piccolo beneficio, almeno dal punto di vista degli aiuti e del fatto che l’Ue rinunci a insistere sui suoi problemi di natura economica e finanziaria. Per Atene è l’occasione per recuperare quell’immagine che le vicende del recente passato avevano in qualche modo deteriorato.

 

In questi giorni il capo di Stato, Sergio Mattarella, è in visita in Etiopia e Camerun. Il suo viaggio servirà a trovare risposte a questi problemi?

Non conosco i contenuti riservati dei suoi colloqui, ma Mattarella si trova comunque in territori caldi dal punto di vista del fenomeno migratorio, e che in futuro lo saranno ancora di più. Questa attenzione del Quirinale nei confronti dell’Africa sub-sahariana può essere la giusta anticipazione di un ruolo che l’Italia è in grado di svolgere per cercare di evitare quelli che saranno i flussi dei prossimi decenni.

 

(Pietro Vernizzi)



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