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CAOS MIGRANTI/ Se l'Ue paga la Turchia, chi aiuterà Giordania e Libano?

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Secondo le cifre ufficiali, la Turchia ospita 2,7 milioni di rifugiati siriani, un numero molto alto, ma su una popolazione di circa 75 milioni; il Libano ospita 1,2 milioni di profughi secondo l'Onu (il governo locale parla di 1,6 milioni) in un Paese di quattro milioni e mezzo di abitanti e da decenni alle prese con il problema dei profughi palestinesi, mentre in Giordania i rifugiati registrati dall'Onu ammontano a più di 1,5 milioni contro una popolazione di circa 6 milioni (la Giordania parla di 2,9 milioni di rifugiati contro 6,5 milioni di giordani). L'emergenza sembrerebbe quindi più urgente in questi due Paesi e perfino l'Onu ha invitato Bruxelles a prestare loro aiuto finanziario come ha deciso di fare con la Turchia.

Dal panorama risultano assenti l'Arabia Saudita, il Qatar e gli Stati del Golfo, molto restii ad intervenire finanziariamente e altrettanto ad ospitare profughi, nonostante la comune lingua e cultura dovrebbero facilitare tale ospitalità.

I caratteri autoritari impressi da Erdogan al governo della Turchia stanno facendo inoltre sorgere preoccupazioni sul reale rispetto dei diritti umani dei profughi respinti, così come i frequenti cambiamenti di posizione del presidente turco lasciano dubbiosi sulla possibilità che l'accordo regga fino in fondo senza altri "rilanci". Si teme anche un utilizzo politico delle procedure di attribuzione dello status di rifugiati, per esempio discriminatorio nei confronti di curdi o di altri invisi ad Ankara.

Un altro aspetto problematico dell'accordo è che può spingere altri Stati ad usare l'arma dei profughi per raggiungere propri obiettivi con l'Unione Europea, utilizzando magari anche le immagini di bambini, come nel caso di Aylan o della nascita del bimbo di Idomeni. Le immagini e i racconti sui 14mila profughi bloccati alla frontiera con la Macedonia in condizioni di vita impossibili stanno attirando sul governo balcanico gli strali dell'opinione pubblica europea. La risposta macedone è stata piuttosto dura, con il presidente Gjorge Ivanov che ha accusato l'Ue di non aver saputo prevedere la catastrofe umanitaria, né di essere stata in grado di gestirla: "La Macedonia sta difendendo l'Europa dall'Europa stessa", ha affermato.

Un'intemerata che ricorda quella di Erdogan contro l'Europa: "L'Ue guardi ai suoi limiti prima di dire alla Turchia cosa fare con i migranti", ma non è la sola analogia, perché anche la Macedonia sta usando la situazione per accelerare le procedure di associazione all'Ue e la sua entrata nella Nato. E la lista potrebbe allungarsi.



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COMMENTI
22/03/2016 - soldi a Turchia (Maria Elena Petrazzini)

Milano, 22 marzo 2016. Ho il dubbio riguardo soldi alla Turchia per aiuto ai migranti che non vengano usati completamente per ciò per cui vengono dati. Se anche non tutti, la Turchia li spenda per altre necessità di comodo loro e solo una minima parte (per salvare la facciata) vada davvero per aiuto ai migranti. Intanto li incassano e - come dite voi - niente per altri paesi che stanno aiutando veramente le persone che fuggono da situazioni estreme. Trovo che le richieste di chi è più prepotente prevalgano sempre e chi agisce in silenzio non venga considerato. Mariele