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Esteri

OBAMA A CUBA/ Barack e Raul, la libertà ha molto da insegnare a entrambi

E' oltre mezzo secolo che Stati Uniti e Cuba non si parlavano più. Fidel e Obama: uno stesso bisogno di libertà che ha generato due mondi così diversi. RIRO MANISCALCO

Raul Castro (Infophoto)Raul Castro (Infophoto)

"…un Fidel que vibra en la montaña, un rubí cinco franjas y una estrella… Cuba que linda es cuba quien la defiende la quiere más … ahora sin yanquis te quiero más …"

" …un Fidel che vibra sulla montagna, un rubino, cinque strisce ed una stella …che bella che e' Cuba! Chi la difende è chi la desidera di più …ora senza Yankees ti voglio di più…"

NEW YORK — Così si cantava. Cosi cantavo anch'io. Io a Cuba non ci sono mai stato da italiano, e a tutt'oggi da americano non posso proprio andarci. Obama invece ci si sta regalando una gita di tre giorni con tutta la famiglia. Per questa storica occasione Cuba ha fatto le pulizie di Pasqua. Dicono che basti seguire la traccia dell'odore di catrame lungo le strade con le buche appena richiuse, ed il colore sgargiante dei decrepiti edifici pitturati di fresco per capire dove passerà il presidente degli Stati Uniti.

Tra i tanti cubani che non sembrano avere un pensiero chiaro in merito a questa visita, quelli che abitano in zona ringraziano. Apparentemente però nel fare le suddette pulizie oltre a rifiuti e calcinacci gli uomini del regime hanno anche dato una riempita alle prigioni, rastrellando un numero rilevante di protestanti proprio mentre Obama era in procinto di atterrare all'aeroporto internazionale José Marti. 

Dalle pulizie pasquali all'operazione "sepolcro imbiancato" il passo è breve. Se il maquillage estetico presenta le sue difficoltà, quello sociale è ancora più arduo. Tutti si aspettavano una sorta di tregua, ma a detta di Elizardo Sanchez, capo della Commissione Cubana per i Diritti Umani e la Riconciliazione Nazionale, il giro di vite è stato più aspro del solito. Vittime i manifestanti che quasi ogni domenica si radunano davanti ad una chiesa alla periferia dell'Havana.Vanno a Messa e poi marciano per le strade della città. Sono le cosiddette "Dame in Bianco" (Damas de Blanco), madri, mogli, sorelle e figlie di persone ingiustamente incarcerate dal regime. Purtroppo sono storie vere.

Chissà perché, ma mentre nessun dubbio ha mai assalito la mia giovanile coscienza rispetto alle crudeli e sanguinarie repressioni messe in atto dai vari Pinochet, Videla, Papadopoulos ed i suoi Colonnelli greci, per la rivoluzione cubana c'è sempre stata una sorta di benevolenza. In fondo Bautista era un uomo terribile ed uno sfruttatore del popolo e bisogna pur pagare qualche prezzo per preservare una libertà cosi faticosamente conquistata. Saranno stati quei canti della tradizione rivoluzionaria, sarà stata quell'iconografia che ci rapiva sguardo e fantasia, sarà stato che il grande nemico della nuova storia cubana era l'odiata America. Sarà stato — come sempre accade — quello che ci hanno raccontato ed insegnato.  


COMMENTI
22/03/2016 - il sogno della libertà (Pietro Davoli)

una bella fotografia della visita con l'evidenziazione dei limiti e dei ritocchi per renderla presentabile ma ancora più bella la nostalgia di libertà. La tua quando eri giovane ed eri affascinato dal mito cubano, gli americani con il loro "american dream", i cubani con le loro speranze rivoluzionarie. Ma la conclusione è che se non si va alla radice, la libertà non diventa una esperienza ma rimane un mito. Bravo Riro.