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VIA CRUCIS 2016/ New York, 21 volte sul Ponte per l'unico Amore che non ci lascia

La ventunesima Way of the Cross sul Brooklyn Bridge. Il cardinale Dolan ed il vescovo Di Marzio hanno accolto i partecipanti nella Cattedrale di St. James. RIRO MANISCALCO

Foto Riro Maniscalco Foto Riro Maniscalco

"Excuse me, do you know what this is?". Venerdì Santo. Stiamo attraversando il ponte di Brooklyn seguendo la croce di nostro Signore. È la 21esima volta. Chissà quante migliaia di persone hanno camminato con noi in tutti questi anni, e chissà quante ci hanno incrociato lungo quella che è una delle passeggiate più affascinanti per milioni di visitatori che arrivano a New York. 

Guardare — fissare — i volti della gente mi ha sempre affascinato, ma oggi il pensiero che quell'uomo sulla croce fosse morto per tutti mi ha costretto a sentire quello sguardo su di me, e di riflesso da me verso tutti quegli sconosciuti. 

"Mi scusi, lo sa che cos'è questa cosa?". È uno sconosciuto a rivolgere la domanda ad un altro sconosciuto incontrato per caso sul ponte di Brooklyn mentre transita raccolta e silenziosa la nostra processione. "No...", risponde quell'altro senza staccare gli occhi dai volti nostri che scorrono uno ad uno seguendo la croce di Gesù. Gesù che è morto per abbracciare e salvare la miseria di ciascuno di noi. E tanti, la fuori, non lo sanno. Noi, che camminiamo raccolti e in silenzio sotto un cielo che minaccia pioggia, lo sappiamo. Magari non lo capiamo molto bene, ma lo sappiamo e nel vivere questo gesto di devozione nel cuore di New York umilmente lo testimoniamo al mondo. 

Non credo che ci sia molto di più da dire, e credo che questo modo in cui da vent'anni offriamo il nostro Venerdì Santo sia solo per ricordare a noi stessi e far sapere a tutti che c'è un amore, uno solo, che non si può lasciare. "Lasceretelo voi per altro amore?" Più che la risposta ai curiosi che ci circondano, è la mia risposta a questa domanda che è urgente. Questa nostra Via Crucis così grande, così bella, persino così fotografata resta un gesto semplice, essenziale, puro e sempre nuovo perché rimane trasparente di quell'unico amore che salva il mondo da tutte le brutture di cui è capace. Noi, che sappiamo anche se capiamo poco, diciamo a tutti che c'è un amore che non ci lascia mai e che noi non vogliamo lasciare.

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