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ATTACCO AI CRISTIANI/ Mons. Kaigama: così siamo riusiciti a evitare la strage del Pakistan

Pubblicazione:lunedì 28 marzo 2016

Ignatius Kaigama (Foto dal web) Ignatius Kaigama (Foto dal web)

Pasqua di sangue, ieri, per i cristiani in Pakistan, a Lahore, dove un attentatore suicida ha causato la morte di 69 persone, in prevalenza cristiani, convenuti per celebrare la festa. Pasqua blindata anche per i cristiani nigeriani sotto la minaccia di Boko Haram. Con tutte le chiese di Jos, nell’area centrale del Paese, protette da speciali dispositivi di sicurezza. Ieri tutte le aree dei luoghi di culto erano off-limits per le automobili nel timore attentati. In ciascuna chiesa inoltre erano stati approntati servizi di sicurezza interna utilizzando studenti e studentesse pronti a fermare eventuali attentatori suicidi. Come spiega Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos, “oltre al rischio attentati la vera emergenza oggi sono gli sfollati, in quanto numerose famiglie hanno perso tutto nei combattimenti. Il mio auspicio quindi è una Pasqua di pace, nella quale chi ha trovato rifugio in una città che non è la sua riesca a tornare alla sua zona d’origine”.

 

Monsignor Kaigama, attualmente com’è la situazione in Jos?

Jos è abbastanza calma e di recente non siamo stati fatti oggetto di nessun grave attentato. Questa settimana però la radio sta invitando le persone a prestare molta attenzione rispetto a qualsiasi possibile esplosione di violenza. In particolare l’ammonimento è a fare attenzione quando ci si reca nei luoghi pubblici.

 

Qual è il problema più serio che state vivendo in questo momento?

Qui a Jos ci sono ancora numerose famiglie sfollate, alcune delle quali vivono in luoghi pubblici preparati per accoglierle. Lo scorso Natale mi sono recato a visitare gli sfollati che dormivano nelle scuole elementari, incontrando adulti e bambini, uomini e donne.

 

Ci sono ancora zone sotto il completo controllo di Boko Haram?

No. Il nuovo governo del presidente Buhari è stato particolarmente vigoroso nell’affrontare Boko Haram. In precedenza i jihadisti controllavano alcuni governi locali, città o villaggi, ma sono stati tutti scacciati. Ora quindi Boko Haram sta conducendo piuttosto degli attacchi sotto forma di guerriglia, colpendo obiettivi non militari come dei villaggi durante la notte o fedeli in preghiera. I jihadisti si mimetizzano con le persone normali recandosi nei luoghi affollati dalla gente, e quindi si fanno saltare per aria.

 

La situazione per i cristiani nel tempo è migliorata o peggiorata?

Dallo scorso 29 maggio, quando è stato eletto il nuovo presidente Muhammadu Buhari, non si è verificato alcun terribile attentato ai danni dei cristiani che vivono nei centri urbani. Auspico che sia il segno di un futuro più sereno e che questo stato di cose perduri. Spero che il tempo di Pasqua sia ora libero e pacifico e che tutto vada per il meglio.

 

Lei come si spiega che con il nuovo governo siano cessati gli attentati contro i cristiani?

Da quando è in carica il nuovo governo si stanno verificando ancora degli attentati, ma non necessariamente ai danni dei cristiani. Lo scorso 16 marzo un attentato in una moschea di Maiduguri ha provocato la morte di 24 persone. E’ quindi evidente a tutti che stiamo fronteggiando un nemico, come Boko Haram, per il quale non è importante se sei cristiano o musulmano. In passato i fondamentalisti prendevano di mira soprattutto i cristiani, mentre oggi si tratta di attacchi indiscriminati contro tutti.

 

Quindi in un certo senso il senso di insicurezza è ancora maggiore?


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