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CAOS SIRIA/ Gregorio III Laham: il terrore (anche in Europa) è colpa della guerra Usa-Russia

Pubblicazione:lunedì 28 marzo 2016

Gregorio III Laham con l'arcivescovo Joseph Jules Zerey (foto Rei Momo) Gregorio III Laham con l'arcivescovo Joseph Jules Zerey (foto Rei Momo)

L’emergenza migranti è un grande problema per voi e per noi. All’inizio la porta dei migranti era aperta a tutti quanti, e questo è stato un errore. Fin da subito bisognava distinguere tra chi fugge dalla guerra e chi cerca un’occasione lavorativa migliore, accogliendo i primi ma non i secondi. Fare entrare tutti è stato molto gentile da parte vostra, ma la porta che avete aperto è stata troppo grande e così insieme alle persone oneste sono entrati anche criminali e terroristi.

 

Con quali conseguenze?

E’ per questo che voi europei vi trovate a gestire situazioni come quelle di Parigi e di Bruxelles. Bisogna verificare chi sono gli immigrati che arrivano in Europa, e non lasciare entrare indiscriminatamente migliaia di persone al giorno. Personalmente lo trovo incredibile.

 

Il conflitto in Siria continua da cinque anni. Come andrà a finire?

Se non si mette in atto un’alleanza internazionale non si può vincere la guerra né in Siria né in Iraq né, adesso, nello stesso Libano. Il mondo inoltre deve essere in grado di risolvere il conflitto israeliano-palestinese, che rappresenta il “peccato originale” della guerra in Medio Oriente. Il mondo sviluppato ha le risorse per mettere fine alla guerra in Palestina, da cui si sono originati tutti gli altri conflitti.

 

Papa Francesco continua a mettere al centro di tutto la misericordia. Come si fa a parlare di misericordia quando ci sono ovunque morti per gli attentati?

Oggi nel mondo non c’è misericordia. Ci sono ovunque guerra, terrorismo, l’opera di Daesh, commercio di armi e interessi mondiali. C’è il caos degli interessi piuttosto che la misericordia. A parlare di misericordia siamo soltanto noi in quanto cristiani, religiosi e chiese. Io stesso ho scritto una lettera su questo tema, ma il mondo è molto lontano sia dalla misericordia di Dio sia dalla misericordia verso i popoli.

 

Lei in che cosa spera?

La mia speranza è nelle preghiere dei cristiani di tutto il mondo. Qui in Siria le chiese sono piene di fedeli e in ogni occasione la gente prega anche nelle loro case per la pace. Dobbiamo implorare la grazia di Dio perché apra i cuori dei popoli alla misericordia divina e umana ed essere consci della nostra responsabilità nei confronti di questo mondo.

 

Il Vangelo invita ad amare i nemici. E’ un ideale realizzabile?

Questa non è soltanto una frase del vangelo, bensì il nucleo dell’avvenire del mondo. Senza questo amore l’umanità non può andare avanti. L’insegnamento di Gesù quindi non è soltanto cristiano bensì umano: se togliamo questo avremo soltanto nuove guerre.

 

(Pietro Vernizzi)



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