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CAOS SIRIA/ Gregorio III Laham: il terrore (anche in Europa) è colpa della guerra Usa-Russia

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Gregorio III Laham con l'arcivescovo Joseph Jules Zerey (foto Rei Momo)  Gregorio III Laham con l'arcivescovo Joseph Jules Zerey (foto Rei Momo)

“Quanto è avvenuto a Parigi e Bruxelles è una conseguenza degli errori dell’Europa. Non si possono lasciare entrare migliaia di migranti ogni giorno senza chiedersi chi sono e cosa vogliono: bisogna essere consci che tra loro ci sono anche criminali e terroristi”. Lo rimarca Gregorio III Laham, patriarca cattolico siriano con sede a Damasco. Nonostante la guerra, per Pasqua le chiese siriane sono tornate ad affollarsi di fedeli. Per il patriarca Gregorio III, “questa Pasqua dell’anno della misericordia ci ricorda quanto sia importante amare i nostri nemici. Quello di Gesù non è soltanto un insegnamento cristiano ma innanzitutto umano, perché se facciamo a meno di Lui avremo soltanto nuove guerre”.

 

La settimana santa è stata segnata dagli attentati di Bruxelles. Noi europei dove abbiamo sbagliato?

Quando il mondo è diviso si crea un campo libero per il terrorismo e per ogni sorta di crimine. Oggi c’è divisione ovunque, in Medio Oriente, in Europa e negli Stati Uniti. Per esempio mi domando come si possa combattere il terrorismo in Siria senza essere in contatto con il governo di Damasco, o in Iraq senza essere in contatto con il governo di Baghdad.

 

In che senso afferma che oggi c’è divisione ovunque?

Invece di esserci un’unica linea della comunità internazionale per combattere il terrorismo, le potenze mondiali si fanno la guerra tra di loro. Quella cui stiamo assistendo a livello mondiale è a una guerra tra Stati Uniti e Russia cui partecipa anche l’Europa. In Palestina, in Siria, in Iraq e adesso anche in Belgio, noi tutti siamo vittime di questa guerra.

 

Non le sembra eccessivo parlare di guerra tra Stati Uniti e Russia?

Guardiamo ai fatti. Oggi ci sono tre alleanze in campo: quella tra Stati Uniti e Arabia Saudita, quella di cui è capofila la Russia e quella che fa capo alle principali potenze europee. Con queste divisioni mi domando come possano progredire la pace, la misericordia, lo sviluppo, la libertà religiosa, i diritti civili e politici. Come ha detto il papa emerito Benedetto XVI, quello senza Dio è un mondo di crimine e di terrore.

 

In un mondo così diviso, che cosa le fa sperare nella riconciliazione?

Dobbiamo lavorare per la riconciliazione e prima ancora per l’unità. Oggi a dividere il mondo sono interessi come petrolio e gas, e non certo valori morali o spirituali. Nel mondo di oggi gli interessi sono più forti di riconciliazione, pace e misericordia.

 

Attraverso i Balcani l’Europa è diventata meta di ondate di profughi. Lei come giudica il comportamento delle istituzioni europee verso i migranti? 



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