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ITALIA IN LIBIA/ Tripoli e Misurata, il Vietnam di Renzi

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Milizie in Libia (Infophoto)  Milizie in Libia (Infophoto)

Secondo il Wall Street Journal l'amministrazione Obama sta tentando di persuadere il governo italiano ad autorizzare l'uso dei droni anche in operazioni offensive, come quella condotta dagli Stati Uniti il 19 febbraio contro il campo dell'Isis a Sabrata (Tripolitania occidentale) in cui sono morti una quarantina di miliziani incluso Noureddine Chouchane, responsabile degli attentati dell'anno scorso in Tunisia, al museo del Bardo di Tunisi e sulla spiaggia di Sousse. L'incursione è stata effettuata da cacciabombardieri F-15E decollati da Lakeneath, in Gran Bretagna, perché Roma ha rifiutato al Pentagono l'autorizzazione a impiegare i droni armati Reaper basati a Sigonella insieme ai ricognitori strategici teleguidati Global Hawk. Secondo quanto riferisce il giornale statunitense, le riserve del governo Renzi ad autorizzare l'impiego su vasta scala dei droni statunitensi sono legate al timore di scatenare l'opposizione interna, specialmente in caso di vittime civili. Il Sole 24 Ore fa notare che è "Difficile però, in termini tecnico-operativi e non politici, distinguere tra missioni difensive e offensive. Ad esempio, un intervento armato dei droni a difesa di forze speciali americane o alleate schierate in Libia potrebbe venire considerato difensivo ma già la presenza di truppe e mezzi militari in un Paese straniero costituisce di fatto un'azione offensiva".

Il Sole 24 Ore fa notare anche che per la seconda volta in pochi mesi gli Stati Uniti anticipano informazioni legate al ruolo dell'Italia contro l'Isis che Roma evidentemente non avrebbe voluto pubblicizzare o avrebbe preferito annunciare successivamente. Nel dicembre scorso Barack Obama riferì pubblicamente della missione delle truppe italiane in Iraq a difesa della diga di Mosul di cui aveva parlato con Renzi ma che non era stata definita e ufficializzata. Stessa tecnica utilizzata quando fonti dell'amministrazione hanno riferito al WSJ del parziale via libera di Roma all'impiego dei droni basati a Sigonella sulla Libia.

Il 25 febbraio 2016 il Consiglio supremo di difesa, presieduto dal presidente della Repubblica Matterella, "ha attentamente valutato la situazione in Libia, con riferimento sia al travagliato percorso di formazione del Governo di Accordo Nazionale sia alle predisposizioni per una eventuale missione militare di supporto su richiesta delle autorità libiche", come risulta dal comunicato diffuso dal Quirinale.

Ancora il Wall Street Journal ha rivelato il 29 febbraio la notizia dell'asserita creazione a Roma di un centro di coordinamento delle operazioni speciali allestito dai militari degli Stati Uniti e alleati. Mentre statunitensi, britannici e francesi hanno già inviato forze speciali sul terreno e stanno già conducendo operazioni in Libia che rispondono ai rispettivi interessi nazionali, "l'attribuzione all'Italia del comando di una missione di supporto e addestramento delle forze libiche avrebbe un peso marginale rispetto alle operazioni belliche messe a segno da francesi, britannici e statunitensi".



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