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VERTICE UE-TURCHIA/ Merkel-Erdogan, quel brutto scambio tra libertà e migranti

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La prima richiesta da parte della Turchia di essere ammessa nell’Ue fu formalizzata nel 1963 con gli accordi di Ankara. Da allora è passata tanta acqua sotto ai ponti e l’Ue ha richiesto il raggiungimento di numerosi e legittimi requisiti. Questi criteri erano basati sul rispetto dei diritti umani e della libertà di stampa, nonché sulla questione curda. Adesso non si parla più di nulla di questo, e la Germania vuole che si chiuda un occhio su tutte le altre importanti questioni purché la Turchia risolva all’Europa il problema dei profughi.

 

La Turchia ha fatto dei passi avanti sul rispetto dei diritti umani?

Quello attuale è uno dei periodo peggiori della storia della Turchia per quanto riguarda la libertà di stampa e la questione curda. Accreditare Ankara come un valido partner dell’Ue è funzionale soltanto a risolvere il problema dei profughi. A quel punto si cala un velo pietoso su tutto il resto.

 

La Germania sta svendendo i valori europei e la libertà dei cittadini turchi per il suo tornaconto?

Sì. Il Paese che subisce di più l’ondata migratoria proveniente dai Balcani è la Germania, cioè proprio la nazione che in passato poneva i maggiori ostacoli all’ingresso della Turchia nell’Ue. Adesso però il gioco è cambiato, la Germania ha bisogno della Turchia e la priorità non sono più i diritti umani bensì altre questioni o esigenze.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
08/03/2016 - Achtung: dalla Germania sempre e solo guai (Carlo Cerofolini)

Achtung: niente da fare, quando la Germania si muove, senza lungimiranza, guarda solo ai suoi interessi e allora sono guai per tutti, anche per la Germania stessa. La Cancelliera Merkel poi guarda solo alle prossime elezioni e non alle prossime generazioni, come invece dovrebbe fare uno statista degno di questo nome.