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DALLA GRECIA/ Tsipras si prepara per un nuovo "poker"

Sembra esserci uno stallo nelle trattative tra la Grecia e i suoi creditori. Alexis Tsipras, spiega SERGIO COGGIOLA, sembra voler giocare una nuova rischiosa partita

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Il secondo "no" per prepararsi al secondo "sì? Un "ante portas" che mima la rottura del 2015? Il ritorno in grande stile della "trattativa politica"? Fatto sta che ieri, Alexis Tsipras era a Parigi, a colloquio con Monsieur Hollande, per districare la matassa delle trattative. Poi sarà a Bruxelles, dove è previsto un incontro con Martin Schulz.
Interrotte le trattative "tecniche", il primo ministro rispolvera la sua vecchia strategia delle trattative "politiche", le quali stando al passato non hanno mai dato i frutti sperati. Interrotte con la Troika le trattative, il triumvirato (Finanze, Economia e Lavoro) aveva offerto, martedì sera,  all'opinione pubblica la sua analisi dei fatti. In sintesi, si spiegava che il governo non avrebbe ceduto sulle sue "linee rosse". "Il governo ellenico è un governo nei suoi pieni poteri". "È corretto affermare che il nostro obiettivo è l'applicazione del Memorandum, che teniamo in conto le posizioni delle Istituzioni (Troika), tuttavia l'ultima parola sul come raggiungeremo gli obiettivi è responsabilità del governo". "Non sono disposto a presentare in Parlamento una legge fiscale che abbassi ulteriormente la quota di reddito esentasse". Parole del ministro delle Finanze Efklidis Tsakalotos. 

Ed ecco lo sparigliamento che era stato preannunciato dalle parole del primo ministro ellenico nel corso del colloquio con il suo omologo portoghese: "Nessuno può togliere - ha affermato Tsipras - a un governo di un Paese democratico il diritto di scegliere gli strumenti politici per raggiungere obiettivi condivisi". Comunque sia la prossima settimana, il governo presenterà due leggi "per accelerare i tempi" : sulla riforma del sistema previdenziale (niente taglio alle pensioni minime) e sul sistema fiscale (il settimo, forse dall'inizio della crisi), senza il consenso dei creditori, i quali, lunedì prossimo saranno di ritorno, ne prenderanno visione.  "È un'iniziativa unilaterale", hanno commentato sia all'Ue che al Fmi. 

Una seconda "rottura"? Una manovra di aggiramento per ricompattare i "syrizei" e preparare l'opinione pubblica ad un altro capitombolo? Gli analisti più "freddi" sono convinti che questa sia l'ennesima manovra del governo per prendere tempo, e nel frattempo riuscire a rompere il fronte Fmi-Ue per arrivare a un compromesso sugli obiettivi di bilancio, con il Fondo sempre rigido che chiede un taglio dei 6,5 miliardi rispetto ai 5,4 - già accettato dal governo - e un'Europa più morbida, cui vanno aggiunti i "nodi" della riforma previdenziale e dei prestiti in sofferenza.
Dunque sono state calate la carte per un'altra partita ad alto rischio per Tsipras. Stesse carte, forse, ma con regole di gioco diverse, a iniziare dalla perdita di consensi che sta corrodendo questo governo, per finire alla generale mancanza di fiducia che la crisi economica possa essere superata a breve. Senza aggiungere la crisi dei profughi che sta lentamente incancrenendo e che potrebbe portare a eventi imprevisti.