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SCENARIO/ Egitto, Arabia, Francia e Uk: il "gioco di specchi" che isola l'Italia

Pubblicazione:sabato 16 aprile 2016

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L’Egitto ora mira a sviluppare una sorta di politica del triplo binario: in primo luogo mantenere gli storici legami con gli Usa, in secondo luogo rafforzare quelli con le potenze medio grandi (Uk e Francia che hanno la bomba atomica e sono stati grandi imperi) e medie (Italia), in terzo luogo allacciare stretti rapporti con l’Arabia Saudita dopo secoli di divisioni e incomprensioni di cui qui non vi è spazio per discutere. Il terzo lato del triangolo si concreta in grandi opere pubbliche come l’annunciata costruzione del ponte che unirà Egitto e Arabia Saudita e in concessioni strategico militari ai sauditi, come le isole Sanafir e Tiran del Mar Rosso, su cui, del resto, dovrà passare il grande ponte dal valore strategico e culturale insieme.

In tutto questo gioco la Francia tesse la tela delle relazioni economiche e militari con l’Arabia Saudita, di cui è da qualche anno l’interlocutore militare privilegiato. Anche qui ora sono ancora i sauditi a volersi liberare dai troppo stretti abbracci degli Usa.

L’Italia in questo gioco di specchi si sforza ammirevolmente di svolgere il ruolo che gli è proprio di media potenza e grazie anche alle sue imprese grandi (poche) e piccole e medie (molte e coraggiose) cerca di contenere l’offensiva dei suoi storici avversari mediterranei. Ma a essa manca la potenza di fuoco della grande impresa su scala britannica e francese e una forza militare che invece sta ancor più di un tempo indebolendosi.

A tutto sia aggiungono eventi funesti come il caso del povero studente martire delle sue passioni e dei suoi studi. Ma la politica interna fatta di emozioni e di cuori disperati non deve mai oscurare la ragion di Stato che deve essere l’essenza, sola e durissima, della politica estera.



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