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DALLA GERMANIA/ Immigrazione, la Merkel al "bivio" tra Lesbo e la Turchia

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Angela Merkel (Infophoto)  Angela Merkel (Infophoto)

Nelle ultime ore la cancelliera è stata criticata anche dal ministro degli esteri Frank-Walter Steinmeier e dal ministro della giustizia Heiko Maas (entrambi politici della Spd), per una decisione presa a proposito del moderatore televisivo Jan Böhmermann, che ha preso in giro con una poesia sarcastica Recep Tayyp Erdogan, presidente della Turchia, il quale gli ha fatto causa accusandolo di aver ferito la sua personalità (uno dei tanti processi in corso voluti dal presidente turco per lesione della maestà della sua persona). Secondo il paragrafo 103 del codice penale tedesco l'offesa di istituzioni o rappresentati di stati stranieri, che il governo vuole abolire entro il 2018, deve essere punita, qualora ciò sia richiesto dal governo straniero e permesso da quello tedesco. La cancelliera ha dato l'assenso ad un procedimento legale contro Böhmermann. La Faz, che non è certo tenera con Merkel, dice che la decisone è giusta, perché questo è il modo migliore per difendere la libertà di espressione artistica in uno stato di diritto con giudici indipendenti (è loro compito decidere se nel caso di Böhmermann si tratti di libertà di espressione o di lesione della personalità), mentre la politica deve sempre fare i conti con la realtà esistente, ispirandosi ai rapporti diplomatici e al compromesso.

Merkel stessa ha spiegato i motivi della sua decisione: è "molto preoccupata" per la mancanza di libertà di espressione in Turchia, ma essa è un partner nella Nato ed in Germania ci sono "molte persone con radici turche". La critica fatta alla Merkel è di aver ceduto alla volontà dell'autocratico Erdogan, da cui dipende il futuro politico della cancelliera nella questione dei profughi, commenta la Faz. 

Credo che sia più necessario che mai una disponibilità reciproca a comprendere i passi e le decisioni politiche intraprese nei diversi paesi europei, in primo luogo tra quelli, come l'Italia e la Germania, che hanno fatto forse più di altri nel lavoro di integrazione dei profughi nei propri paesi. Considerare il viaggio a Lesbo di papa Francesco come ingerenza di uno stato, il Vaticano, nella gestione delle frontiere altrui, o questo progetto di legge come selezione mirata di forza lavoro è mancanza di discernimento politico e non può che accentuare la "guerra civile europea", spirituale ma non solo, di cui già si vedono le avvisaglie. Settantuno anni di pace in Europa sono stato il frutto politico di persone che hanno saputo superare una visione angustamente nazionalistica dei rapporti tra le nazioni.

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COMMENTI
18/04/2016 - Profughi (Alessandro Di Giacomo)

Ma solo a me sembra che la Germania stia importando schiavi?

 
17/04/2016 - Accordo in Germania (Giuseppe Crippa)

Leggo sempre con interesse i commenti del prof. Graziotto su quanto avviene in Germania, Paese verso il quale nutro simpatia e stima e che ho visitato numerose volte. Non mi piace però il tono col quale Graziotto “processa le intenzioni” di Horst Seehofer, che certo conosce molto meglio di lui, residente in Sassonia, i bavaresi e, perché no, lo stato in cui si trova il quartiere turco di Monaco di Baviera.