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PRIMARIE USA/ Verso New York: Trump, Clinton e il "segreto" dei 4 blocchi (di voti)

Pubblicazione:lunedì 18 aprile 2016 - Ultimo aggiornamento:lunedì 18 aprile 2016, 12.32

Hillary Clinton (Infophoto) Hillary Clinton (Infophoto)

In termini aristotelici, si potrebbe dire che la retorica della politica americana è quella della tragedia, nel senso che dipinge i suoi protagonisti come più grandi di quello che veramente siano; e la retorica italiana è quella della commedia, che raffigura i suoi protagonisti come più piccoli di quel che effettivamente siano. A quale teatrino, dunque, stiamo per assistere a New York? Tutti possiamo sbagliare nelle previsioni; ma i "parenti poveri" hanno meno paura di sbagliare degli altri, e in ogni caso l'essenziale è liberare il pensiero, metterlo in una buona comunicazione con il subconscio. 

La funzione — che non è esagerato definire storica — di Donald Trump è stato di fare i passi avanti più radicali in questo senso, con tutti i pericoli etici e cognitivi connessi a questo dialogo quasi-diretto con il subconscio. Trump è stato in tutta la campagna elettorale il candidato più creativo, in quanto ha cambiato i termini del linguaggio politico in un modo che avrà conseguenze per il futuro. Dopo il suo meteorico passaggio, il Partito Repubblicano si sposterà verso un discorso più moderato, mentre per bilanciato contrasto il Partito Democratico elaborerà un linguaggio meno eufemistico e ipocrita; il che, in quest'ultimo caso, è stato anche l'effetto di un altro passaggio meteorico, quello di Bernie Sanders. Sarà interessante vedere se i poteri forti (o stato parallelo, o Deep State che dir si voglia) riusciranno a provocare qualche scivolone di Trump all'ultimo momento o se egli riuscirà ad arrivare alla nomination; ma in ogni caso il risultato di fondo è scontato, ed era scontato da tempo: i Repubblicani hanno già perso la loro corsa alla presidenza, e si accontenteranno dell'equilibrio già esistente fra il potere presidenziale e quello delle Camere.

La battaglia di New York metterà in chiaro, più flagrantemente che mai, come il segreto peggio nascosto della vita politica americana sia che l'elemento essenziale di ogni gara politica negli Usa è la manovra dei blocchi etnici in competizione fra di loro; anche se la Ppu fa del suo meglio per conservare il semi-segreto, limitando l'uso della parola "razza" alla sua utilizzazione sotto forma di accusa di "razzismo" alla parte politica di volta in volta avversa (come di solito accade, i comici sono stati i primi ad accorgersi che il re è nudo, e a parlare di "razzismo dell'antirazzismo"). Tutti sappiamo che è tramontata l'idea del "crogiolo" o melting pot che avrebbe dovuto fondere tra di loro nella società americana le appartenenze etniche, religiose, ideologiche più diverse. Invece di questa fusione, quello cui effettivamente ci troviamo di fronte sono blocchi etnici; ma blocchi sgretolati, con numerose fenditure interne; e allora la sfida che ogni parte politica affronta è quella di sfruttare a proprio vantaggio le sgretolature presenti nel blocco potenzialmente avverso a lei. 


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